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lunedì 7 gennaio 2013

It's Winter time: keep cosy

Le feste sono andate, ma l'inverno è appena cominciato. Ci attendono ancora due mesi di freddo. Allora rendiamo accoglienti le nostre giornate, creiamoci angoli pieni di atmosfera, cucce calde dove ritemprarci dal ghiaccio e dalla pioggia. Facciamo il nido in lane morbide e profumate, per raccontarci meglio com'è stato là fuori. Lasciamoci invadere dalla magia di serate a lume di candela e musica dolce. Concediamoci più sogni e romanticherie. Confortiamoci con dolci leccornie e calde zuppe speziate. Stiracchiamoci sorridendo all'inverno, che lo vogliamo o no lui è qui. E non se ne andrà tanto presto. 

Nel web, oggi, vado a caccia di un po' d'ispirazione e poi una ricetta in tema.



via timefliestoday and via cookieecutter
via fattiesdelight; via poppytalk; via skinny-macchiato; via piepastry
via skinny-macchiato; via piepastry
via french-beige; via drinkingteawithelephants; via lovenordic;
via puugs; via skinny-macchiato


Ed ora la mia ricetta, ricostituente dai malanni invernali, antidepressiva, scura e forte. 
Densa e profumata di birra. 

Zuppa nera di cavoli e birra



Cosa serve:
Cavolo nero 5-6 foglie
Cavolo cappuccio rosso, circa un quarto
1 patata
Zucca cotta al forno, circa 150 gr.
1 cipolla bianca
1 bicchiere di birra nera tipo lager 0
Olio extravergine d'oliva, io ho usato un sardo d.o.p.
prezzemolo fresco
Sale grosso integrale

Pulire le foglie di cavolo nero togliendo la costa centrale, sbucciare la patata e tagliarla a dadini. Affettare finemente il cavolo cappuccio e la cipolla. Far insaporire tutte le verdure in una pentola di terracotta con l'olio, circa 3 cucchiai e se piace, uno spicchio d'aglio schiacciato, quando ben ripassate sfumare con la birra nera e lasciar evaporare. Schiacciare la zucca al forno e aggiungerla alla zuppa, allungando con acqua fino a coprirla per il doppio del suo volume. Far sobbollire lentamente. Dopo dieci minuti togliere l'aglio e aggiungere un po' di sale grosso. Far continuare la cottura avendo l'accortezza di coprire il coccio e aggiungere acqua se dovesse addensarsi troppo. Dopo circa un'ora la zuppa dovrebbe essere cotta a dovere, con la patata sciolta ad addensare. Servire calda con un filo di olio a crudo e prezzemolo tritato fresco. Ottima anche con crostini di pane, sempre nero.




mercoledì 5 dicembre 2012

Ciao Dicembre


via
Ok, mettiamoci l'anima in pace. Non sono ancora entrata nello spirito del Natale. O lo spirito del Natale non è ancora entrato in me. Guardo quindi con sospetto chi al supermercato compra già panettoni e spumante e, lo confesso, mi irritano sfacciatamente le luci stroboscopiche e multicolori con cui il mio vicino di casa ha letteralmente rivestito la sua parte di abitazione. Passerà. Anche se per ora i babbi natale arrampicati ai balconi mi fanno solo una certa tristezza. Passerà. Anche quando sento che un signore in Inghilterra ha speso 20.000 sterline per illuminare la sua abitazione e io penso a quanta gente si sarebbe potuta aiutare, con quei soldi. Passerà. Anche quando al telegiornale già da due settimane fanno servizi sul fatto che 7 italiani su 10 saranno costretti a spendere poco per Natale e subito dopo ti mostrano mete da sogno in posti esclusivi ma, attenzione, assolutamente a portata di mano. Passerà, ne sono sicura. 

Il senso del Natale, lo troverò ad aspettarmi puntuale, ormai lo conosco e so che fa questi scherzi, dietro l'angolo inatteso di una canzone che non c'entra nulla, ma per me c'entra tutto. Nella trama di una bella tovaglia che ha visto molti Natali, alcuni per niente facili. Nel risvolto di un quaderno dalla scrittura bambina, dentro una valigia chiusa nell'armadio un dicembre di tanto tempo fa.

Perchè quando lo incontro, quello spirito, è quasi sempre travestito da qualcos'altro: ricordi d'infanzia, rumore di neve, profumo di muschio, sapore di passato che si affaccia nel cuore e ti strappa un sorriso o una lacrima. Senti una punta di nostalgia ma fai finta di niente, pensi che sei parecchio più grande e appena un po' più saggia ma, subito dopo, a quanto sarebbe bello potersi svegliare il primo giorno delle vacanze di scuola e correre fuori a buttarsi nei fossi pieni di neve, senza nessun pensiero.


Zucca in tempura giapponese


 
Cosa serve per due:
200 gr di zucca tagliata a fette di circa mezzo mezzo centimetro di spessore
Farina di riso
Acqua frizzante molto fredda
Olio di semi di girasole per friggere
Sale  integrale

Tenere le fette di zucca in frigorifero fino al momento di usarle. Comporre una pastella piuttosto densa con farina di riso, acqua frizzante molto fredda e un pizzico di sale. Tenere anche questa in frigorifero fino a che non si è pronti per usarla. Portare l'olio al giusto punto in un wok dal fondo spesso, o in una padella antiaderente. Quando si è pronti basta immergere le fette fredde nella pastella fredda e poi nell'olio caldissimo. Il gioco del tempura è fatto. E senza uovo resta anche più leggero e croccante.



venerdì 2 dicembre 2011

Zuppa di speranze

Dopo giorni e giorni di nebbia oggi finalmente un po' di limpidezza. E' stata una settimana di tappe importanti e faticose. E anche nella mia mente spero si scioglieranno alcune nebulose, anche se parlare del futuro è sempre un'incognita e fa un po' paura a tutti. Ma cercare quel filo di Arianna che ti conduca fuori dal labirinto è una cosa a cui non voglio rinunciare. Non sto parlando di sogni ma di speranza. Una parola abusata, a volte anche derisa e certamente fraintesa. Perché  illusione non è speranza, almeno non per me. Ne ho ben chiaro il confine, da molto tempo. Da quando ho deciso di non nutrirmi più della prima e alimentare la seconda.  Perché  voglio concedermi anche solo la possibilità di credere di poter cambiare le cose. E, in periodi come questo, scusate se è poco.
 
Per questo week end ho esercizi intensi da fare: dormire, cucinare e ritrovare le energie per la prossima settimana, ma non potevo lasciarvi senza una ricetta e un saluto per il week end. Se anche voi siete in mezzo "alla nebbia" spero riuscirete ad accendere un fuoco che permetta agli altri di trovarvi. Enjoy.

Zuppa di cipolle

Una zuppa calda e delicata, pur essendo di cipolle, ideale per disintossicarsi da una settimana fatta di ritmi stressanti, grane varie e schifezze ingurgitate per necessità. Questa versione non prevede l'aggiunta di burro o panna o altri ingredienti di origine animale, per cui rimane molto digeribile e leggera, ma al tempo stesso confortante. Io la preparo quando voglio rimettermi in sesto.




Cosa serve per due:
4 cipolle bianche
1 patata
Brodo di verdura  fatto con carote e sedano
Sale
Olio di semi di sesamo
Semi di sesamo tostati

Tagliare la patata a dadini molto piccoli e farla rosolare in un filo d'olio (ma va bene anche l'olio d'oliva), aggiungere le cipolle tagliate non troppo sottili, far appassire dolcemente e aggiungere gradatamente il brodo. Sobbollire lentamente fino a che il brodo non sarà ristretto e le verdure non saranno parzialmente sciolte, aggiungre i semi di sesamo e aggiustare di sale. Servire calda con crostini abbrustoliti.


sabato 15 ottobre 2011

il vento fa il suo giro

Forse il primo weekend veramente autunnale. Una luna piena appena passata, il cielo ripulito dalla bora che arriva fin qui. Cerco il tepore di tessuti caldi, luci soffuse e conforto nei piatti. Mi lascio avvolgere dalla sera che arriva presto, coi scarlatti del cielo e i bruni della terra. Princess P. mi si accoccola addosso, anche lei in cerca di consolazione. Eppure mi accorgo che lo stavo aspettando, l'autunno. Il sentore di legna bruciata nell'aria, la danza stropicciata delle foglie, il profumo liberato in cucina dalle spezie, mie amate.  Tutt'intorno la trasformazione è in atto. Ed in me tutta l'intezione di accoglierla.  

Potagette di patate dolci e finocchio con pane aromatizzato alle erbe



Cosa serve per due:
due piccole patate dolci
1 finocchio adatto per essere lessato
1 scalogno
Latte di soia 1 bicchiere
Olio d'oliva extravergine d.o.p. (io ne ho usato uno di Consorzio del Garda delicatamente fruttato)
Pane tipo casereccio, meglio se di qualche giorno
Sale grosso integrale (io ho usato quello Grigio di Bretagna)
Erbe aromatiche per aromatizzare il pane (io ho usato un mix di menta, appena una foglia,  origano e coriandolo).

Sbucciare le patate dolci e tagliarle a tocchetti, pulire il finocchio e tritarlo grossolanamente. Fare insaporire le verdure in una pentola con un po' di olio d'oliva e uno scalogno affettato. Lentamente aggiungere 2 bicchieri d'acqua e, a bollore, il bicchiere di latte di soia. Lasciare sobbollire per almeno mezz'ora facendo attenzione che non si asciughi troppo (nel caso aggiungere acqua o altro latte di soia). Quando le verdure saranno tenere, frullare tutto fino ad ottenere una crema piuttosto densa. Aggiustare di sale e lascirare andare altri 5 minuti. Nel frattempo tagliare il pane a tocchetti e abbrustolirso in una padella antiaderente con un filo d'olio e le erbe aromatiche.  Se piace, prima di abbrustolire, si può sfregare il tegame con uno spicchio d'aglio per lasciare appena appena il sentore sul pane. Servire sulla zuppa con un filo d'olio a crudo.

sabato 13 agosto 2011

Contorno di stelle. Il primo desiderio

Ieri sera, fuori a caccia di stelle. Mi ero ripromessa che non sarei rincasata senza averne visto almeno una. Almeno un desiderio da esprimere. Alla fine è comparsa, un baleno veloce fluttuare giù nel campo di granturco. Ed io svelta, a pensare il desiderio. Lo stesso da anni, a dir la verità. Non che non si sia mai avverato, ma mi piace pensare di poterlo rinnovare. Una sorta di scaramanzia, segreta nella sua vastità, che mi viene quando guardo le stelle. Insomma, lo metto in testa alla wishlist che continuo a stilare. Le altre sono piccole cose che fanno stare bene. Coccole e gelati, libri speciali e vecchi film. Prendersi cura. Degli altri, di me. Ritrovare l'energia nella natura. Sorseggiare infusi di frutta all'aperto, mentre la giornata comincia a spegnersi. Andare per mercatini in cerca di stoffe, chincaglierie e vecchi legni. Mettere i piedi nell'acqua di un posto nuovo. Fare la colonna sonora di questa estate, da riascoltare in inverno.


Insalata di farro e frutta secca

Ottima da sola per un pranzo o una cena leggera, semplice e nutriente. Va servita fredda o appena tiepida, volendo anche come contorno di secondi a base di formaggio o carni bianche.



Cosa serve per due:
140 gr. di farro perlato biologico
due zucchine non troppo grandi
Pistacchi, pinoli e mandorle spellate.
Olio d'oliva extravergine d.o.p.
La scorza di un lime
Sale e pepe.

Lavare bene il farro, metterlo in una casseruola di acqua fredda e lessarlo aggiungendo il sale quando comincia a bollire. Scolare al dente (di solito la cottura dipende dal grado di umidità del farro, per quello perlato non è necessario l'ammollo e la cottura non è eccessivamente lunga, all'incirca minuti, ma conviene assaggiare per non rischiare di scuocerlo). Rosolare le zucchine nell'olio d'oliva, aggiustare di sale e a cottura ultimata aggiungere al farro, mescolando bene per insaporire. A parte sgusciare i pistacchi e pestarli grossolanamente e tritare le mandorle. Tostare i pinoli in una padella antiaderente, senza nulla. Quando il farro si sarà raffreddato aggiungere la frutta secca (non prima per non farla ammosciare). Profumare con la scorza grattuggiata del lime e condire con olio d'oliva, sale e pepe. Servire fredda o tiepida.

venerdì 12 agosto 2011

Nuvole a fiocchi

sembrano crema da barba. Gioco a riconoscerne le forme mentre l'auto sfreccia veloce sulla strada del mare. Dopo qualche giorno, comincio a rendermi conto di essere in vacanza. Mi sveglio sempre presto, ma mi piace. Mi prendo il tempo per decidere cosa voglio fare e non cosa devo. Ho già una bella wishlist per l'estate 2011. So che i giorni per realizzarla saranno comunque insufficienti. Ma ci proviamo. 


Cipolle caramellate alle spezie



 E' un piatto di origine marocchina, liberamente tratto da "Sapori d'Africa" di Aisha Fall.

Cosa serve per due
Cipolla tropea (una grossa o due medie)
1/2 cucchino di curcuma
1 bustina di zafferano
1 cucchiaino scarso di zenzero macinato
2 cucchiai di olio d'oliva extravergine d.o.p.
1cucchiaino di zucchero (anche di canna va bene).

Sbucciare le cipolle e affettarle non troppo sottili e disporle su una pirofila antiaderente. Mescolare le spezie insieme all'olio, unire un cucchiaio di acqua e miscelare. Spalmare il composto sulle cipolle, facendo attenzione a insaporirle bene da ambo i lati. Infornare a 170 gradi per 25 minuti circa, controllando e rigirandole a metà cottura. Alla fine spolverare con lo zucchero e continuare la cottura per altri 10 minuti, fino a che le cipolle non si sono caramellate.


domenica 7 agosto 2011

Aperto per ferie

Tornato il caldo, torna la voglia di cibi freschi e leggeri. Sono tentata da piatti semplici, magari crudi, che aiutino a disintossicarmi dai troppi giorni al lavoro e dai ritmi pesanti, che mi ridiano l'energia  per affrontare con entusiasmo le tanto attese vacanze. Non mi pare vero ma sono cominciate anche per me! Nessuna partenza programmata, solo qualche progetto di fuga che spero si realizzerà. In ogni caso cercherò di assaporarlo tutto, questo Tempo Mio. Nelle piccole cose cui normalmente non presto attenzione, nel rallenty delle ore pomeridiane, come queste in cui sto scrivendo. Scrivere, leggere, cucinare, dormire, sorridere, riflettere, meditare, oziare. Senza l'assillo del tempo, il lusso più grande.


Gazpacho con sedano bianco e taralli


Cosa serve:
1 peperone verde
1 cipolla tropea di medie dimensioni
4 pomodori maturi tipo san marzano
100 gr di passata di pomodori già ristretta
2 cetrioli
1 spicchio d'aglio
due fette di pane casereccio raffermo
1 bicchierino d'aceto bianco
Olio d'oliva extravergine
Peperoncino fresco tritato
Sale

Ammollare il pane dell'aceto, strizzarlo e frullarlo insieme alle verdure, precedentmente pulite e sbucciate. Aggiungere la passata di pomodoro, l'aceto rimasto, mescolare e unire l'olio a filo e il peperoncino. Continuare a mescolare, aggiustare di sale. Servire molto freddo, anche, e forse meglio, il giorno dopo, con gambi di sedano e taralli pugliesi. Per me,  un classico. In agosto con tutte le verdure a disposizione, non può mancare.

sabato 6 agosto 2011

Vedere come va a finire

L'ho conosciuta qualche giorno fa. Per caso uscendo di casa me la trovo davanti, seduta a pulire cicoria  all'ombra del ciliegio. E' piccola, minuta, quasi un folletto di campagna. Mi dice che sa già qualcosa di me. Io non sapevo neanche esistesse. Ha una luce che le fa brillare gli occhi, sorride mentre mi parla della sua vita passata in un baleno. Da dove viene, cosa ha visto e che forse partirà per Parigi  per raggiungere sua cugina. Salterà su un treno che viaggia di notte, così mi ha detto. Io la guardo, rapita, e penso che è per  momenti come questo che vale la pena di vedere "come va a finire". Anche se lei non lo saprà mai, questo post è dedicato a lei, Rosa, che ha 90 anni e lo spirito di un cantante rock.


Melanzane vegan ripiene e imprigionate


Cosa serve per due:
2 melanzane viola abbastanza grandi
100 gr di miscela di bulgur e quinoa
60 gr. di tofu
1 patata di medie dimensioni
1 manciata di capperi e qualche oliva nera
Olio extravergine d'oliva
Sale e pepe nero macinato fresco
Spago alimentare

Lavare le melanzane e togliere la calotta. Con lo scavino estrarre la polpa, lasciandone uno strato di circa 1 cm. Sbollentare le melanzane in acqua salata per un minuto o due al massimo e scolarle bene capovolte. Nel frattempo lessare la miscela di bulgur e quinoa per 10-12 minuti, scolarla bene e condirla ancora calda con olio d'oliva a piacere. A parte affettare sottilmente la patata e ridurla a pezzetti, farla rosolare in padella e verso fine cottura unire il tofu a dadini e i capperi, dissalati o strizzati se sott'aceto, lasciare insaporire per qualche minuto. Unire al bulgur e mescolare bene, aggiungendo sale e pepe nero a piacere. Si può anche aggiungere qualche erbetta fresca, come il prezzemolo o il basilico.
Riempire le melanzane con il composto, ultimare con un filo d'olio, legarle con lo spago per evitare la rottura poichè diventano molto morbide. Si possono gustare così o leggermente gratinate in forno. 

domenica 3 luglio 2011

Aria d'estate

anche per il blog. Nuove foto, nuovi colori. Menta e lavanda, per celebrare l'estate. Ora che le giornate si allungano, si gioca con lo spazio in giardino. Cambiano i ritmi. La colazione della domenica è a mezzogiorno, la cena è notturna. Il tempo scorre lento e paziente in piccoli riti che rimandano ad altre estati.
Tagliare i capelli cortissimi, preparare la colonna sonora da ascoltare nel prossimo viaggio, fare una scorta di vino bianco ghiacciato. Lasciarsi cullare dall'idea di un'estate appena nata, un tempo lunghissimo che in realtà dura solo 3 mesi.


Peperoni ripieni di riso aromatico al cocco e piselli
Per due
4 peperoni medio piccoli
150 gr. di piselli freschi lessati in acqua salata.
3 cucchiai di polpa di cocco essiccata
Riso aromatico Apollo 140 gr.
Olio extravergine d'oliva
Sale rosa macinato fresco
1 cucchiaino di zucchero di canna

Lavare bene i peperoni e scoperchiarli dal lato del picciolo. Pulire bene dai semi e filamenti interni. Sbollentarli un minuto in acqua bollente e subito ritirarli, lasciandoli a scolare. Nel frattempo preparare il riso in una ciotola di coccio, o un tegame anti aderente, coprirlo tutto con una tazza d'acqua e lasciarlo andare a cottura lenta, mescolando appena. Aggiungere il cocco dopo cinque minuti, mescolare.
Far saltare a parte i piselli lessati con un po' di olio d'oliva, aggiungere lo zucchero e continuare a rosolare per farli insaporire bene. Quando sono pronti unirli al riso che nel frattempo dovrebbe essersi abbastanza asciugato. Aggiustare di sale e spegnere quando il riso è ancora morbido.
Spennellare con olio d'oliva l'interno e l'esterno dei peperoni e farcire con il riso ai piselli e cocco. Passare al grill qualche minuto salare e servire.




domenica 26 giugno 2011

Lasciar entrare i profumi del giardino

La soddisfazione più grande di questo periodo: mangiare le verdure del mio orto. E quando sono lì, mi allontano da tutto. I rumori che mi accompagnano sono incredibili: cicale, grilli, raganelle. Il caldo che profuma la terra e le mani, prima esitanti, ora più decise toccano ruvide foglie, estirpano, scavano. Puro piacere tattile. E visivo. Le coccinelle e le cavolaie sono ospiti d'onore, mentre scopro tesori tra il fogliame dove fino a qualche giorno fa c'erano solo fiori. Il senso di notare le piccole cose l'ho sempre avuto, perciò in questo microcosmo mi sento a casa. 
Qui un piatto fatto con le verdure raccolte direttamente dall'orto. Di origine mediorientale, perfetto per i caldi estivi sia come piatto unico che come accompagnamento per carni bianche o ancora meglio pesce.

Tabouleh 
150 gr di bulgur (grano spezzato) o in alternativa di cous cous
5 cucchiai da tavola di prezzemolo fresco tritato
5 cucchiai da tavola di menta fresca tritata
200 gr di pomodori datterini maturi
1 cetriolo sbucciato e tritato finemente
1/2 cipolla rossa tritata finemente
1 piccolo peperone verde tritato 
Il succo di mezzo limone
olio d'oliva extravergine.

Mettere il cous cous in una ciotola di coccio, versarvi sopra 200 ml di acqua bollente e lasciar riposare almeno un quarto d'ora, finchè l'acqua non è ben assorbita (io l'aggiungo un po' alla volta e mescolo per favorire l'assorbimento). Sgranare bene il cous cous eliminando eventuali grumi. Aggiungere tutti gli altri ingredienti al cous cous, sempre mescolando in modo delicato. Regolare di sale e lasciar riposare coperto anche una notte, per far insaporire. Il giorno dopo mescolare nuovamente, riassaggiare ed eventualmente aggiungere altro sale. Servire a temperatura ambiente.