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lunedì 16 dicembre 2013

I cambiamenti e le tenerezze

E così è arrivato Dicembre. E con lui l'Avvento, il countdown, il momento dei resoconti. La notte più lunga, la giornata più breve. La magia dell'attesa, l'euforia della fine. La paura di tirare le somme, l'urgenza dell'inizio. E' arrivato il momento di cambiare vestito. Di vedere se l'abito che hai modellato ti sta. Di indossare una ghirlanda di stelle, ognuna con un sogno attaccato. Di uscire fuori e riscaldarsi alla piccola luce di ciò che nasce. Che sia buono, cattivo, duro, eclatante, ineluttabile. L'importante è prendersi il rischio. L'importante è accogliere il cambiamento come una crescita.

Anche Pandispezie e Margot lo sentono. E mi accompagnano nel Natale e nel Nuovo Anno abbracciando questa veste nuova che un po' rispecchia il percorso degli ultimi tempi: pulizia, studio e meditazione, ma anche ironia e delicatezza, perchè ci vuole pazienza con sè stessi, per capire i propri limiti e le proprie forze. Non costa poco e non è una passeggiata. Ma è il mio regalo di Natale per me. E in fondo anche per gli altri che mi stanno vicino. Vorrei fosse un regalo anche per chi passa di qui, mi legge ogni tanto e pensa, come me, che ogni tanto valga la pena di mirare alla luna.

Enjoy the tenderness


Tenerina Bianca ai lamponi, una nuvola di golosità

Ho perfezionato questa ricetta nel tempo, per trovare il giusto equilibrio tra cioccolato bianco, burro e zucchero e ottenere un risultato che non fosse eccessivamente dolce e pesante, perchè personalmente non amo i dolci troppo burrosi o zuccherini. Il contrasto acido con i lamponi freschi è fantastico. Posso solo dire di aver raggiunto, per il mio gusto, il risultato ottimale, e che ne è valsa la pena. 





Cosa serve:
200 gr. di cioccolato bianco di ottima qualità
3 uova
70 gr di zucchero bianco
3 cucchiai di ricotta vaccina
3 cucchiai di farina
30 gr. di burro
1 cestino di lamponi freschi

Separare i tuorli e gli albumi e montare questi ultimi a neve ferma. Sbattere i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare spumosi, aggiungere il burro fatto sciogliere, la ricotta e il cioccolato fuso. Mescolare molto bene e solo alla fine unire la chiara d'uovo a neve, mescolando delicatamente per incorporare aria e montare il composto. Versare in uno stampo medio o piccolo (per avere una torta più alta) imburrato e infarinato e solo alla fine unire i lamponi freschi. Se volete che non sprofondino tutti sul fondo occorre infarinarli leggermente. Infornare a 175 gr. per 30-40 minuti, forno statico. Risultando molto morbida e friabile, conviene sformare una volta tiepida o quasi fredda. Cospargere con pochissimo zucchero a velo..

lunedì 2 dicembre 2013

Di vita bucolica e delizie incomprese





Da quando mi sono trasferita in questo piccolo borgo abbracciato al grande fiume, sto riassaporando la quotidianità di una dimensione agreste che mi ha accompagnato nella mia infanzia. Alcune persone che conosco non condividono la scelta, trovando inconcepibile allontanarsi dal "centro", anche se in effetti stiamo parlando di un quarto d'ora di macchina.

Qui, è vero, i ritmi risentono della quantità di orizzonte che puoi scorgere dalle finestre, della vividezza dei colori che inonda gli occhi. Della forza del vento che, quando spira potente e non incontra nessun ostacolo, suscita un certo timore reverenziale, non fosse altro che per le piantate di alberi lungo i bordi delle strade. 

Bisogna aggiungere che la mia zona d'inverno somiglia un bel po' a quei paesaggi inglesi brumosi, dove i campi pettinati e lisci si alternano a macchie incolte e piccoli stagni apparentemente abbandonati, con grumi di case affastellate lungo stradine strette non fatte per le macchine ma per le biciclette e i cavalli, che disegnano curve a gomito non proprio simpatiche nelle serate di foschia intensa.

Specie d'inverno, questa dimensione bisogna imparare a viverla. I servizi non sono esattamente quelli di città e a volte il peso della nebbia è davvero esasperante. Ma poi ci sono cose che ti ripagano di tutto, come il silenzio interrotto solo da qualche suono naturale, come un giorno luminoso in cui uscendo per fare due passi puoi trovare davanti all'uscio una cassetta di verdura che ti ha lasciato il vicino.

Oppure, mentre passeggi col cane, puoi sentirti chiamare dalla signora di cui non sai il nome, che ti chiede se vuoi portarti a casa dei cachi. E ti fa entrare, te li stacca dall'albero, ti riempie una busta, ti suggerisce come conservarli.

E tu ti ritrovi a pensare che stare in campagna è un po' come mangiare quel frutto. Ti dimentichi di quanto sia speciale, fino a quando non ne riassapori il gusto. 

Mousse di cachi al prosecco con ganache di fondente e nocciole



Cosa serve per 5-6 bicchierini:
3-4 cachi maturi
mezzo bicchiere di prosecco di buona qualità
un pizzico di peperoncino
3 fogli di colla di pesce
100 gr. di cioccolato fondente al 70%
3-4 cucchiai di panna fresca
nocciole piemontesi tostate

Frullare la polpa dei frutti con il peperoncino e il prosecco. Ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda, strizzare e far sciogliere a fuoco dolce. Aggiungere al composto frullato e versare nei bicchierini fino a 3/4 della loro capienza. Far raffreddare in frigorifero per un paio d'ore. Per la ganache che io ho voluto piuttosto consistente, fondere il cioccolato a bagnomaria e aggiungere la panna bollente (se la volete più morbida aggiungete più panna). A piacere, si può unire una granella di nocciole tritate, oppure lasciarla liscia, come ho fatto io. Prima che si rapprenda, versare  la ganache nei bicchierini, non riempliendoli eccessivamente e ultimare con una guarnizione di nocciole intere. Rimettere in frigorifero per un ulteriore raffreddamento. Ottima anche il giorno dopo.

lunedì 10 giugno 2013

Almost Summer

Giugno quasi mi scivola via dalle mani. Non me ne sono accorta ed eccoci già al primo terzo. Quasi estate. Sarà per l'esplosione della natura che mi avvolge, mi ottenebra i sensi, mi rapisce l'anima. Sarà per questo bisogno di silenzio e di sole che si fa strada dentro di me. Le parole si stemperano nel verde sempre più intenso, i pensieri si dissolvono nella luce sempre più calda. 

Forse è giusto così, che sia il corpo a parlare. I piedi che vagabondano scalzi, la pelle che freme alla prima brezza marina. Le mani che cercano la terra. La bocca che brama freschi sapori d'estate. Mi svesto dell'inverno e Margot con me.

D'ora in poi sarà cotone leggero, schiuma di mare fra le dita, libellule a filo d'acqua, antiche storie raccontate al chiaro di luna. Saranno pic nic improvvisati in giardino, i mangiaebevi alla frutta, la scampagnata con il vecchio tandem rosso.

Sarà un nuovo cappello di paglia un po' floscio ma con un nastro del colore del mare. Saranno fughe alla ricerca di posti speciali da far entrare nel cuore. E qualcosa di irresistibilmente dolce con cui cominciare le giornate.


Muffin allo yogurt con frutti di bosco freschi



Cosa serve per 6 muffins
60 gr. di farina
60 gr. di fecola di patate
1 vasetto (125 gr) di yogurt bianco naturale
1 uovo
70 gr di zucchero di canna
1 cucchiaio di miele
50 gr di burro
150-200 gr. di frutti di bosco misti (mirtilli, more, lamponi)
Zucchero a velo per guarnire
1/2 bustina di lievito per dolci

Mescolare tutti gli ingredienti secchi: farina, fecola, zucchero di canna e lievito in una ciotola. In un altro contenitore dal bordo alto sbattere l'uovo con il miele, lo yogurt ed il burro fuso ed intiepidito. Incorporare lentamente la parte secca al composto umido, mescolando per sciogliere eventuali grumi. Quando il composto è del tutto liscio, versare nei pirottini per muffins per 2/3 dell'altezza. A questo punto infarinare leggermente i frutti di bosco precedentemente lavati ed asciugati con cura e versarne un cucchiaio circa per ogni pirottino, mescolando leggermente con il cucchiaio perchè qualche frutto vada nel composto e qualche altro resti in superficie. Passare al forno a 170 gradi per circa venti minuti.
Una volta raffreddati corspargerli con zucchero a velo. Raggiungono il top del gusto se vengono mangiati tiepidi.

lunedì 19 novembre 2012

Cronache urbane di dolci scorribande autunnali

Questo weekend, reduce da due settimane da pazzi con ritmi di lavoro cinesi, ho bisogno di liberare la mente, svagarmi ma senza impigrirmi, perchè le scadenze non sono ancora finite. Allora via che si va: un bel giro in qualche città, che mi distragga senza essere stressante. Qualcosa di divertente, ma senza orari e lontano dalla cucina. Complice il fatto che il we coincide con il compleanno di M., abbiamo la scusa di  festeggiare fuori, senza toccare i fornelli.

Dopo una colazione improvvisata e la passeggiata "da minimo sindacale" con Princess P.,  decidiamo per una giornata a Bologna, dove spesso andiamo quando vogliamo curiosare tra botteghe, negozi o perderci in librerie in cui puoi anche cenare, se ti va. So che è sabato, la giornata non proprio ideale per andare in centro. Ma dopo aver trovato parcheggio ad una distanza umanamente accettabile, arriviamo in via Indipendenza e ci rendiamo conto che buona parte della via è stata chiusa completamente al traffico ed è, alleluja, un'inaspettata isola pedonale! Poter camminare liberamente senza dover stare incolonnati sotto i portici, occupando anche le carreggiate della strada è tutta un'altra dimensione.

Vedo gruppetti fermi a parlare, famiglie per mano, fidanzati che si abbracciano, genitori col passeggino dalle facce, per una volta, rilassate. E' bello poter camminare guardando anche le facciate dei palazzi con il naso all'insù. Non mi ero mai accorta, ad esempio, di quanto fosse imponente la facciata della Cattedrale di San Pietro, ed io in questa via ci sono passata davvero tante volte. L'orchestra di un locale suona affacciata all'esterno, diffondendo musica dal vivo ovunque. Il buonumore cresce. Mi avventuro persino da Zara, dove non trovo mai nulla che mi convinca. E, miracolo, esco con ben due dico due capi. E' decisamente la mia giornata. Persino la gastronomia turca in cui decidiamo di fermarci presi dai morsi della fame (l'avevo detto che la colazione era improvvisata) si rivela buona: i falafel sono morbidi e chiaramente appena fatti, l'insalata è fresca e la salsina allo yogurt speziata al punto giusto. Usciamo soddisfatti, prossima destinazione Apple, ma quando arriviamo a Piazza del Nettuno notiamo la calca e gli stand.

Sul momento penso sconfortata alle bancarelle natalizie, non posso credere che ci siano già...Infatti no, è il CioccoShow, manifestazione dedicata al cioccolato in tutte le sue forme e varianti. Decine di maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia, e un aroma inconfondibile che si mescola alla musica, mentre il pomeriggio muore. Nugoli di adolescenti  in fila per la fonduta di fondente con le fragole fresche, gente ammassata al distributore di cremino in tazze di wafer. Code per le crepes, ma anche per  i tartufi a forma di lucchetto o, pensa un po', di chiave inglese! Ci perdiamo, letteralmente, in quell'oceano morbido e scuro che attira gli sguardi di tutti, tanto che bisogna farsi spazio come ad un concerto, per arrivare davanti ad ogni banchetto. Ma non c'era la crisi? Magia del cioccolato.

E' a questo punto che lui mi dice: devo comprare qualcosa. Non resisto. E come dargli torto, è pure il suo compleanno, posso esimermi? Ora combattiamo con l'imbarazzo della scelta, perchè io vorrei tuffarmi nella fonduta di frutta, ma amo pure i trouffes e le mini-sacher. Lui adocchia le crepes, la cioccolata calda in tazza, ma anche i cannoli farciti con crema al pistacchio. E vogliamo parlare delle scorzette d'arancia? Montagne di scorzette d'arancia! Aiuto, decidere sembra impossibile, vorremmo veramente assaggiare tutto.

Alla fine ce l'abbiamo fatta  a scegliere il nostro preferito. Ciliegie con crema al rum per me, e una bella tavola di cioccolato alle nocciole per lui. In effetti ci rappresentano abbastanza bene. Grazie Vianne. Chocolat docet, penso mentre ci allontaniamo soddisfatti con il nostro bottino.  Ci aspetta una serata molto molto dolce.





Per chi volesse qualche indirizzo sfizioso a Bologna:

  • Per perdersi fra i libri, molti di cucina, e anche cenare a base di prodotti selezionati d.o.p. e birre artigianali Libreria.coop Ambasciatori Via Orefici 19, 40100 (dal lunedì al sabato 9.00 - 24.00 domenica 10.00 - 24.00)
  • Per gli alimentari etnici, un vero e proprio minimarket, con prodotti principalmente asiatici ma non solo: Asia Mach, Via Mascarella 81, Tel 051 253288
  • Per una magica sosta, dove ristorarsi con tè di prima qualità: Mondo di Eutèpia  Via Testoni 5/d - Bologna Tel. 051/0935590
  • Per il tessile Atelier Pesci Pneumatici, Via Fondazza 18.  Laboratorio di progettazione, confezione e vendita di collezioni proprie. http://www.pescipneumatici.it 


  • Per arredare casa con qualcosa che non sia IKEA, Spazio Un1co Concept Store,Via Baruzzi 1/2 Raccoglie la produzione artistica e artigianale dei più originali designer italiani e non. 

Pollo thai al curry rosso e latte di cocco

Etnica anche la ricetta di oggi, naturalmente d'archivio, perché intendo mantener fede alla mia promessa di sciopero finesettimanale dai fornelli. L'ho fatta qualche tempo fa e presto la rifarò. Suggerisco di servirla con semplice riso pilaf. E' un piatto già molto saporito così. Per chi ama la cucina speziata.


Cosa serve per due
4 sovracosce di pollo (sono più morbide rispetto al petto e si prestano meglio alla preparazione)
2 carote
un caspo di scarola
un pezzetto di zenzero fresco della lunghezza di 3 cm.
250 ml di latte di cocco (non dolce)
Una manciata di arachidi
Curry rosso (se non l'avete, potete usare il curry classico aggiungendo un po' di paprica dolce e di peperoncino)
Uno stelo di lemongrass (reperibile nei negozi di alimentari etnici molto forniti)
Olio di semi

Pulire le sovraccosce, disossarle e togliere la pelle. Ricavare dei dadini carne. Soffriggere i dadini di pollo con l'olio, lo zenzero e lo stelo di lemongrass tagliato in verticale  tenendo una lunghezza di un centimentro. Quando la carne è ben rosolata, insaporire con il curry e poco sale, continuando a saltare. Aggiungere il latte di cocco e lasciare andare per almeno venti minuti. Nel frattempo lavare le verdure e tagliarle: le carote a rondelle non troppo spesse e la scarola a pezzetti orizzontali. Saltare anche queste a parte, nell'olio di semi, mantenendole però belle al dente. Salare pochissimo e unire alla carne solo per gli ultimi 3-4 minuti di cottura. Quando il composto è piuttosto amalgamato e non troppo asciutto (se succede, aggiungere un poco d'acqua), spegnere il fuoco, aggiungere le arachidi e lasciar riposare.

sabato 16 giugno 2012

Quel che ho voglia di fare

è uscire fuori, nei campi di spighe imbiondite dal poco sole e gridare forte. Forte, tutto quanto, alla Terra. Lei che è mio segno, mia guida, mia verità. Voglio dirle che lo so che non ha colpa di nulla e che ciò che è dato prima dovrà essere reso. Ma non ora, ancora no.

Quel che ho voglia di fare è chiudere gli occhi e assorbire: l'erba e l'acqua, la nebbia e il vento, la vaniglia e il cacao. Con ogni cellula del corpo per qualche secondo sospesa, gonfia degli odori captati per farmi a mia volta respirare dal mondo. 

Quel che ho voglia di fare è sfiorare con lo sguardo una pioggia di stelle d'estate, farmi attraversare da un'onda lenta, sbarazzarmi del superfluo e imparare a fluire senza orecchie, senza pensiero.

Quel che ho voglia di fare è affondare il cucchiaio in una morbida zuppa travestita da budino, perchè le cose, spesso, non son quel che sembrano, ma qualche volta anche molto meglio.

Quel che ho voglia di fare è imparare col tempo che le pause fra l'inspirare e l'espirare sono luoghi speciali,  dove una miriade di cose si susseguono continuamente. E che c'è ancora spazio, fortunatamente, fra le pieghe degli animi smarriti, per i sogni ed i miracoli.

Zuppa di savoiardi e ricotta con composta di fragole in gelatina




Cosa serve:
200 gr. di ricotta
latte
30 gr. di zucchero a velo
fragole 200 gr.
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiaini di polvere di agar agar (per la gelatina vegetale, nei negozi alimentari bio)

Lavorare la ricotta con lo zucchero a velo fino ad ottenere una bella crema liscia.  Pulire le fragole e tagliarle a pezzetti. In un pentolino farle cuocere con 2 cucchiai di zucchero per dieci minuti, il tempo di scioglierle leggermente e fare un po' di sughetto. Aggiungere i cucchiaini di agar agar direttamente al composto mescolando e lasciar raffreddare un po', ma non farla del tutto rapprendere. Preparare lo stampo, io ho ne ho usato uno da budino, ungendolo leggermente col burro. Versarvi la composta di fragole e lasciar solidificare naturalmente. A questo punto procedere con uno strato di savoiardi imbevuti nel latte, e poi con un bello strato spesso di ricotta dolce. Altro strato di savoiardi e, se ci sta, di ricotta. Mettere in frigo il budino per un numero sufficiente di ore a compattarlo bene. Io l'ho tenuto una notte. Per sformare, toglierlo dal frigo almeno un'oretta prima della consumazione.

martedì 13 marzo 2012

7 dolci e qualcos'altro di me

Nei giorni scorsi ho ricevuto due pensieri dalle care Elvira , che mi ha assegnato il Premio Cake blog di qualità, e Chiara, che mi ha nominato per il The Versatile Blog. 
Ringrazio entrambe per avermi pensato, e dal momento che le cose più positive di me le avevo già raccontate nel Versatile blog di qualche post fa (dai scherzo, non sono tutte lì), vi parlerò qui solo di un altro tratto particolare del mio carattere, che purtroppo ha condizionato non poco la mia vita: la mia incostanza.
Ora, qualcuno potrebbe  pensare che l'incostanza sia anche un pregio, perchè ti porta ad esplorare tante cose, a fare esperienze sempre diverse ed eccitanti ecc. ecc.  Un fondo di verità c'è. Di sicuro non sai cos'è la noia, ma allo stesso tempo se portata all'estremo, l'inconstanza può toglierti energia e deconcentrarti rispetto agli obiettivi che ti sei prefissata. Così spesso la cosa che prima ti sembrava fantastica, può perdere in fretta molto del suo fascino. Si rischia di correre dietro a chimere e di rimanere con un pugno di mosche. Alla fine penso sia un handicap più che una carta da giocarsi sempre e comunque.
Sto lavorando molto su questo mio lato e l'età un po' mi ha aiutato. Certo, non potrò mai rinnegare la mia natura curiosa e mutevole, ma anche per rispetto a chi mi sta vicino, cerco di ancorarmi più forte ai miei obiettivi, come un albero che rimane fermo grazie alla profondità delle sue radici ma protende i suoi rami in alto, verso il sole e le stelle.

Ora, sebbene non ritenga di avere un fornitissimo repertorio dolciario, vi presento qui 7 dessert che ho amato, per i motivi più diversi. Infrango consapevolmente la regola di passare il testimone direttamente a  qualche altra blogger e apro il premio a tutte le naviganti che nell'animo si sentono un po' pasticcere, ne conosco diverse e  fanno dolci stupendi. BAX !


 
1. Ciambella con cacao e pere, che ha la morbidezza dolce delle pere ma retrogusto amaro che un po' mi somiglia...

2. Ginger and Lemon Cake,  che ho proposto per un'iniziativa di solidarietà che mi aveva colpito;

3. Torta di mele, che a dispetto di tutte le innovazioni e le mode culinarie, rimane sempre il mio porto sicuro;

4. Calzoni ripieni di fichi e ricotta, che preparai  durante un temporale di fine estate per scacciare l'emicrania 

5. Tenerina di cioccolato affogata nel mascarpone che si commenta da sola

6. Schiacciata rustica di more e pere, fatta con poco e senza pretese, in ricordo delle estati "scalze" della mia infanzia e di merende rubate tra una corsa in bicicletta e l'altra.

7 .Il settimo dolce ve lo offro oggi e lo trovate più sotto :-D



Torta di carote e cocco con glassa alla nutella 

Uno strappo alla mia preferenza per le torte leggere. Anche se la presenza di nutella è bilanciata dal fatto che mancano farina e burro, e quindi in ogni caso non risulta un dolce eccessivamente pesante.




Cosa serve
250 g di carote
2 uova e 1 tuorlo
140 g di zucchero
150 g di farina di cocco
60 g di fecola
1 bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata di un'arancia
1 pizzico di sale
per la glassa:
150 g di cioccolato fondente
tre cucchiai di nutella

Pelare le carote, tritarle al mixer e metterle in una terrina insieme allo zucchero.
Aggiungere la farina di cocco, la fecola, le uova intere, il lievito, il pizzico di sale, la scorza d'arancia e mescolare bene. Versare nello stampo a cerniera (20-22 cm)  foderato di carta da cucina (meglio se bagnata e strizzata) e infornare per 10 min a 160°, poi portare a 180° e cuocere per altri 40/45 min. Lasciare raffreddare e poi sformare. Fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato, aggiungervi la nutella e amalgamare bene. Ricoprire la torta e passare in frigorifero perché la glassa si indurisca un po’.

sabato 31 dicembre 2011

Di brownies, balocchi e buoni propositi

I risvegli durante le vacanze sono lenti e stiracchiosi. Profumano di piumoni tiepidi sotto cui poltrire con un occhio aperto a guardare il cielo del mattino e l'altro ancora chiuso appeso ai sogni. Vorrei potessero durare tutto l'inverno. Princess P. soffre di reumi e in questi giorni non è per niente arzilla, ma non rinuncia mai a una colazione festosa insieme.  E in queste mattine che corrono veloci incontro alla fine d'anno, cariche di pensieri sul presente, sul futuro e sui cambiamenti sperati ma che un po' spaventano,  a me piace preparare dolci speciali per colazioni speciali. C'è davvero bisogno di dolcezza...
Come ogni fine e ogni principio, nonostante mi riprometta ormai da un po' di non farlo, mi ritrovo ad accarezzare segretamente i buoni propositi per il nuovo anno. Faccio finta di no, ma ci credo sempre. Diciamo che con il tempo ho aggiustato il tiro. Dai grandi obiettivi sono passata alle piccole cose che nella loro concretezza possono dare soddisfazione tanto quanto e forse di più. Il guadagno così è di rimanere meno delusa dalla mia "negligenza", senza contare il fatto che posso sempre sperare in un recupero in corner verso la fine del 2012 che mi salvi la faccia.

Così, mentre mi balocco con i regali, belli, ricevuti per Natale, mentre mangio un brownie che sbriciola ovunque allegramente, mentre fuori gela e io posso permettermi il lusso di abbracci caldi e coccole canine, stilo la mia piccola wish list per il 2012,  fatta di niente e di tutto.

Buon anno a tutti voi.


Brownies al cioccolato




Cosa serve:
200 gr. di cioccolato fondente
120 gr. di burro
3 uova
160 di zucchero a velo
70 gr. di farina
Lievito per dolci un cucchiaino
80-100 gr di nocciole
Mescolare lo zucchero con le uova, il lievito, la farina setacciata e il burro sciolto. A parte sciogliere il cioccolato fondente a bagno maria e incorporare al composto. Tritare le nocciole e unirle anch'esse all'impasto. Versare in uno stampo imburrato e infarinato e infornare a 180 gr. per 25 minuti. Sformare appena tiepido e tagliare a quadrotti da spolverare con lo zucchero a velo. 


venerdì 11 novembre 2011

Undici Undici Undici

 E' uno dei miei numeri, quindi mi perdonerete se oggi mi lascio andare alla superstizione e intitolo il post proprio così. Perché non è un periodo fortunatissimo, quindi hai visto mai. E speriamo che la fortuna si disperda un po' nel vento posandosi tra le mani di chi ne ha bisogno.

In più oggi è venerdì, mi appresto a scivolare in un week end che spero sarà morbido e nascosto in un nido di lana caldo, sospeso tra i rami  colorati  del mio rovo preferito.
Enjoy




Tenerina  affogata in crema al mascarpone


La tenerina ferrarese è il dolce di casa, di quelli che risolvono sempre e stanno bene con tutto. Non c'è ristorante tipico, qui, che non l'abbia nel menù. Come tutti i dolci della tradizione, ogni famiglia ha la sua ricetta, che in realtà è molto semplice, ma può variare a seconda di quanto zucchero e quante uova e della qualità del cioccolato. L'aspetto finale in realtà non è granché. Sembra quasi un dolce riuscito male, perché lievita poco. In effetti la ricetta il lievito non lo prevede proprio.
Però, se è fatta come si deve, quando la sia mangia si scioglie letteralmente in bocca e il sapore è così intenso che ne basta una piccola porzione. Grande Coccola. Qui la accompagno con una crema al mascarpone. 
Ve l'avevo detto che il mio weekend si prospetta morbido !


Cosa serve per un dolce da 8-9 porzioni:
Cioccolato fondente di ottima qualità 200 gr
Burro 100 gr 
Zucchero 100 gr (+ un cucchiaio se il fondente è extra)
3 uova
3 chucchiai di farina
Zucchero a velo per guarnire

Bisogna lavorare molto bene i tuorli con il burro morbido, lo zucchero e la farina setacciata. A parte far fondere a bagnomaria il cioccolato, farlo intiepidire e aggiungere al composto. Mescolare bene per amalgamare. Montare a neve molto ferma gli albumi e aggiungere. Non avendo lievito prestare molta attenzione a mescolare dal basso verso l'alto per incorporare quanta più aria possibile che gonfia l'impasto. Versare il composto in uno stampo imburrato (da 20-22 cm può andare, l'impasto non è molto) e infornare a 180 per una ventina di minuti. Attendere che si raffreddi e spolverare con zucchero a velo.

sabato 29 ottobre 2011

D come dolcezza. E come dono

Pandispezie ha messo un vestito nuovo. Per accogliere le nuove atmosfere autunnali, i sapori e gli aromi di stagione. E per festeggiare questi 4 giorni di vacanza si regala relax, un massaggio rigenerante, tante coccole (anche) culinarie, una sana pet therapy con Princess P. E naturalmente una torta per le colazioni "soffici". Buon weekend a tutti.

Ciambella di pere e cacao  




Cosa serve

220 gr di farina
2 cucchiaini di lievito
2 bicchieri di latte di riso
2 uova
7 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di zucchero a velo
2 pere medie
4-5 cucchiai di cacao amaro
5 cucchiai di olio di arachidi
2 cucchiai di brandy (se piace)
Sbattere i tuorli delle uova con lo zucchero, aggiungere la farina e gradatamente il latte di riso, mescolando per sciogliere i grumi. Unire il lievito, il brandy e il cacao amaro. Quando il composto è ben liscio e omogeneo, aggiungere l'olio e mescolare per incorporare. Infine gli albumi montati a neve e per ultime, le fette di pere leggermente infarinate. Versare in uno stampo da ciambella unto e infornare in ventilato a 200 gradi, abbassando dopo circa dieci minuti a 180. Cuocere in tutto circa 35-40 minuti. Buona tiepida e fredda, si conserva bene per 2-3 giorni. Se dura!!

E ora  un grazie a L'Orto di Michelle per il bel premio: la t-shirt Cardamomo, di Altriluoghi che mi è arrivata ieri. In cotone organico meraviglioso e un delicato aroma speziato che, manco a dirlo, sembra fatto apposta per Pandispezie :-)



martedì 6 settembre 2011

Torta dello sciopero

Sciopero contro i finti telegiornali con le finte notizie di stagione: il gusto del gelato più nuovo, l’arrivo dell’autunno, il vestito della ministra di turno.
Sciopero contro le serate di gala sugli yacht, poi denunciati a noleggio per non pagare le tasse.
Sciopero contro chi  vuole sopprimere le festività laiche, memoria della nostra storia e della nostra identità.
Sciopero contro chi dà un valore diverso alle cure mediche a seconda di quanto guadagni, ma ti toglie la pensione, per continuare a pagare chi in pensione c’è andato a quarant’anni.
Sciopero contro un sistema educativo che ti insegna a parlare ma non ad ascoltare. Che parla di futuro in un paese di vecchi.  Sciopero contro i sindacati che, nel baratto tra purezza di ideali e flessibilità d’intenti, da qualche parte si sono persi.
Sciopero contro chi vuol far passare il profitto per responsabilità sociale. Contro il marketing, la pubblicità, la comunicazione d’impresa, il branding, le visions e le marchette.
Sciopero contro l’ipocrisia di chi non sa che pesci pigliare ma non vuole mollare lo scettro.
Contro chi non si è mai fatto un esame di coscienza.
Sciopero contro chi si dimentica che c’è lo sciopero, perché tanto non serve a niente. 
Sciopero, perché l’indifferenza che ci cuciamo addosso inquina le nostre vite e ci rende vulnerabili, senza sogni e con tanta paura.
Oggi concedetemi il lusso di scioperare, anche contro quella parte di me stessa che accetta questi compromessi e che molto spesso detesto. 

 Torta dello sciopero all' uva cardinale





Cosa serve:
110 gr di farina per torte 
40 gr di farina di riso
90 gr di zucchero (100 se vi piace molto dolce)
un bicchiere scarso di latte
1/4 di bicchiere di olio d'oliva
1/4 di bicchiere di olio d'arachidi
3 uova
lievito per dolci, 1 cucchiaino
Uva cardinale, 2 grappolini di media grandezza

Setacciare la farina e separare il tuorlo dall'albume delle uova. Sbattere i tuorli con lo zucchero fino a che non saranno belli spumosi, aggiungere a poco a poco la farina e il latte, usando la frusta perché non si formino grumi. Unire il lievito e l'olio, continuando a mescolare fino a quando il composto non sia amalgamato perfettamente. Montare a neve i chiari e aggiungerli molto lentamente, mescolando sempre dal basso verso l'alto per incorporare l'aria. Solo alla fine aggiungere i chicchi di uva cardinale lavati e asciugati. Mettere in uno stampo unto, io qui ho usato quello da plum-cake e infornare a 180 gradi e cuocere per circa 40 minuti, abbassando a 170 da metà cottura. 

domenica 31 luglio 2011

Sì, partire...

Non c'è niente da fare, la voglia di vacanza si fa sentire. Nonostante non ci siano viaggi programmati, o forse proprio per quello, qui si sogna di partire. Per una meta avventurosa, ma forse no perchè si è stanchi. Un posto tranquillo? Anche, basta che ci sia il mare. E vogliamo mettere visitare le città: New York, Londra, Parigi. Ma una settimana in Borgogna no? Magari...sai le sbronze! Insomma, voglia di andare. Andare, andare, andare. Praticamente si fa il giro del mondo in una stanza. Intanto il week end è passato, resta una manciata di ore che se potessimo centellinare...Però la domenica sera mi piace. Perché ha il sapore di casa. Perchè ogni volta mi dico perfortuna che non sono imbottigliata nel traffico, perché si rimpiange di non aver potuto farci stare tutto, in questo week end: il giro in bici, la gita al mare, la cenetta romantica, il gossip con le amiche.  Ma infondo va bene così. C'è sempre miraggio del prossimo fine settimana. Intanto, buona fine e dolce inizio.

Schiacciata rustica di more e pere

Cosa serve:
3 pere non troppo mature
1 cestino di more
Pasta brisé fresca o pronta da stendere
100 gr. di zucchero

Preparare la pasta brisé o, se si preferisce procurarsela già pronta. Lavare le pere, sbucciarle e tagliarle verticalmente in fettine spesse mezzo centrimetro. Stendere la pasta in uno stampo di 24 cm foderato con carta da forno, bucherellare il fondo con una forchetta e disporvi le pere in cerchi concentrici. Al  centro mettere le more, sparpagliandone poi qualcuna qua e là. Cospargere il tutto con lo zucchero, ripiegare i bordi della schiacciata e infornare a 160 gradi per 50 minuti. La schiacciata deve essere ben cotta anche sul fondo. Sarà pronta quando la frutta sarà quasi caramellata.




martedì 19 aprile 2011

"Qualunque cosa tu possa fare...

o sognare di poter fare, incominciala. Il coraggio ha in sé il genio, il potere, la magia".
Lo diceva Goethe. Importante è tenere allenata l'immaginazione, e non farsi scoraggiare dalla paura del risultato. Importante è l'esperienza, non la performance. Siamo talmente presi dal risultato, da scordarci il piacere del fare. Sperimentare, provare, sbagliare. E poi imparare dagli errori. Così possiamo godere delle cose con consapevolezza e il piacere di creare. In cucina come nella vita.
Buona Pasqua

Torta soffice di carote, mandorle e rhum

3 uova
170 gr di zucchero
300 gr di carote
80 gr di farina
1,5 cucchiaini di lievito
1 bicchierino di ruhm ambrato
mandorle tritate a piacere nell’impasto

Separare i tuorli dagli albumi. Ai primi unire lo zucchero e mescolare con la frusta. Unire il rhum e la farina setacciata insieme al lievito. Tritare le carote dopo averle pulite e unire al composto, insieme al lievito e alle mandorle tritate. Montare a neve ben ferma gli albumi e unirli al composto mescolado da sotto a sopra, per incorporare aria e far in modo che il tutto non si sgonfi.
Mettere in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere in formo a 170 gradi per 35 minuti.
Il dolce risulta incredibilmente soffice e soprattutto leggero, visto la mancanza di olio e burro.


lunedì 4 aprile 2011

Un lunedì cominciato bene

Chi dice che i lunedì debbano sempre iniziare di corsa, con l'ansia di fare tardi, il bucato da stendere, la lavastoviglie da caricare, le mille cose in sospeso che galleggiano come avanzi di un fine settimana troppo corto? Concedersi il risveglio che si merita, solo perché è lunedì e noi siamo ancora in trincea. Di nuovo, come sempre. Ma con qualcosa di dolce e soffice nelle mani e nel cuore.

Plum-Sacher al cacao e chicchi fondenti
Ingredienti:
150 gr di farina doppio zero
150 gr di zucchero
60-70 gr di cacao non zuccherato di buona qualità
1 bicchiere di latte tiepido
2 uova intere
cioccolato fondente
1 cucchiaio di lievito per dolci
una tazza da caffè di olio di arachidi
Una noce di burro per lo stampo (da plum cake)

Sbattere molto bene le uova con lo zucchero, unire la farina setacciata un po' alla volta, insieme al latte, anche questo un po' per volta. Unire il cacao ed il lievito. Continuare ad amalgamare bene con la frusta, unire i pezzetti di cioccolato a pezzetti. Per ultimo unire l'olio.
Versare nello stampo unto col burro e infarinato, infornare a 175 gradi per 35 minuti.
Servire tiepida con marmellata di pesche o di lamponi.



lunedì 21 marzo 2011

Sogno

Un'altalena nel buio della notte. Lo sfondo del cielo è rosa sul nero, e qualche altra pennellata fioca di luce. Sono in piedi sull'altalena e guardo di sotto. Sotto c'è il mondo con la sua città. I palazzi che dormono accarezzati dal vento, lo stesso che mi dondola tra ricami stellari. Girandomi vedo una nuvola che mi sfiora la schiena: è luminosa e allungando il braccio potrei infilarmici dentro. Sento il suo tepore come se vivesse. In lontananza quella torre che mi è familiare baluggina di  polvere dorata, non so bene in quale luogo mi trovo, ma dev'essere stato mio, in qualche momento della sua esistenza. Come una coda di seta frusciante, la nube mi circonda e mi solleva, lasciando l'altalena a dondolare nel vuoto ormai celeste. Che magnifica sensazione trovarsi lassù. E paura e senso di libertà ed euforia.
Riscendo ondeggiante, leggera in un vestito rosso che non mi ero accorta di avere. Un lampione si accende. Il mio sogno lascia una scia nell'alba di Parigi.


Tarte Tatin speziata e capovolta

4- 5 mele non troppo grandi
100 grammi di zucchero di canna
Burro 50 grammi
2-3 chiodi di garofano
100 ml  di Calvados
Pasta sfoglia

Sbucciare le mele, togliere il torsolo e dividerle in due. In una casseruola far sciogliere lo zucchero con il Calvados a fuoco dolce, mescolando perché non attacchi. Aggiungere le mele e i chiodi di garofano. Nel frattempo accendere il forno e portarlo alla temperatura di 170 gradi.
Aggiungere il burro a fiocchetti alle mele, fare fondere e togliere dal fuoco. Le mele devono restare intatte. Foderare una pirofila o teglia da forno rotonda con carta da forno bagnata e strizzata bene, versarvi il composto di mele, facendo attenzione che queste restino con laparte concava girata verso l'alto. Coprire con il disco di pasta sfoglia, ripiegandola bene sui bordi della pirofila per sigillare. Infornare a 170 gradi per 25 minuti circa.
A cottura ultimata scaravoltare delicatamente in un piatto da portata e lasciare intiepidire fino a che il caramello non si rapprende.
Se i chiodi di garofano non piacciono, si può profumare con la classica stecca di vaniglia.