venerdì 8 febbraio 2013

Cercatrice di storie

Gli uomini hanno dentro di sé molte storie. Piccole e grandi, orribili o meravigliose. Dure come diamanti grezzi che aspettano solo di essere scoperti. Lacrime ghiacciate pronte a sciogliersi e a scorrere via dalla memoria. Chi se le vuole tenere seppellite dentro, chi ha il coraggio di metterle al mondo, cucendogli addosso una pelle perché, appena nate, non debbano soffrire il freddo e rischiare di morire. Le storie, bisogna saperle proteggere. Dar loro una casa, inventare un posto dove farle vivere. Riempire le loro tasche di parole giuste, perché non corrano mai il rischio di essere fraintese o tradite. E una volta date alla luce,  il loro destino nessuno lo può prevedere. Alcune avranno un futuro radioso, saranno celebrate, riconosciute, custodite. Altre vivranno un'esistenza tranquilla e invecchieranno decorosamente, fino a che saranno troppo deboli per poter essere ancora ritenute credibili. Andranno a morire nel cimitero delle storie e potremo rendere loro omaggio ogni tanto, ricordando com'era bello quando le sentivamo vicine. Quelle nate male cercheranno di sopravvivere ma saranno ricacciate sempre indietro, senza diritto d'asilo, senza futuro. Sono le storie scomode, oppure quelle cadute nelle mani di persone troppo occupate per poterle ospitare, anche per poco, nella propria dimora.

Nella mia strana famiglia, di storie ce ne sono e ce ne sono state diverse. Non credo di conoscerle tutte. Alcune sono state tramandate, altre ostinatamente taciute. Certamente molte sono andate perse. Le mie orecchie bambine sapevano cogliere frammenti di conversazioni sussurrate dai grandi, convinti di non venire ascoltati. E  poi ci costruivo misteri. Per scoprire, da grande, che la mia immaginazione non era poi così lontano dalla verità.
E così rimetto insieme i pezzi, dò finalmente contorni alle ombre,  rifaccio di conto e questa volta torna. Alla fine capisco il perché di una risposta vaga, di un saluto mancato, di un rapporto spezzato, di un'amicizia allontanata. Di foto nascoste in fondo all'armadio, trovate per caso da mani curiose.  Ho sempre pensato che i grandi avessero il potere di complicare tutto, di fare mistero di ciò di cui si sarebbe potuto parlare liberamente. E col tempo ho scoperto il significato della parola tabù.

Perchè, come in uno scrigno di saperi antichi e preziosi, nelle storie si può nascondere l'archetipo, il balsamo curativo delle cicatrici della propria vita, come una fonte a cui dissetarsi nei giorni torridi, qualcosa a cui tornare dopo essersi smarriti. Non mi stancherò mai di cercare le mie storie, quelle che sanno rendermi, accogliente e tenace e possibilista.
Posso trovarle ovunque,  anche se si nascondono bene. Nei grani di vetro di una lunga collana, nelle rughe di una faccia vecchia. Nelle iniziali ricamate a mano sopra una fodera blu.
"Talvolta una parola, una frase, o una poesia, o una storia, è così risonante, così esatta, da rammemorarci, almeno per un istante, la sostanza di cui siamo realmente fatte, e dove si trova la nostra vera casa".
 Clarissa Pinkola Estés



Maccheroni di farro al ragù invernale di vongole 

Sono convinta che una preparazione debba soddisfare non solo il gusto ma diversi altri sensi, tra cui la vista. Così vi propongo il mio ragù invernale di vongole, dove le verdure creano una meravigliosa tavolozza di colori, mentre il sapore è pieno e intenso come può essere solo con materie di stagione. 


Cosa serve per due:
160 gr. di buona pasta di farro.
600 gr. o più di vongole veraci (in questo caso di Goro d.o.p.)
Sale integrale di cervia
cavolo cappuccio rosso
1 piccola cipolla borrettana
prezzemolo fresco
1 spicchio di aglio
Olio d'oliva extravergine (in questo caso della Lucania, spremitura a freddo)
un cucchiaino di burro di malga

Spurgare la vongole mettendole a bagno in acqua fredda leggermente salata con una manciata di sale grosso, almeno 7-8 ore prima. Fatele poi aprire in un tegame coperto a fiamma vivace con uno spicchio d'aglio schiacciato. Nel frattempo appassire nella noce di burro la cipollina tagliata a velo e non più di  2-3 foglie di cavolo cappuccio tritato fine con un pizzico di sale. Le verdure devono rimanere al dente. Mettere da parte e portare ad ebollizione l'acqua per la pasta, salandola poco. Filtrare, dopo aver tolto l'aglio, il sugo delle vongole e tenerlo da parte. Quando la pasta è ancora bene al dente (attenzione perchè la cottura della pasta di farro è più breve di quella di grano duro e tiene meno la cottura), scolare e passare nella padella con il soffritto di cipolla e cavolo, aggiungendo un po' di acqua delle vongole per terminare la cottura con una leggera mantecatura. A questo punto aggiungere le vongole, alcune sgusciate per non creare eccessivo volume, e spolverare con prezzemolo tritato. Ultimare con un filo di olio a crudo e una macinata di pepe fresco.



21 commenti:

Antonietta ha detto...

La storia a cui sono tornata oggi dopo essermi smarrita é dolorosa; ora cerco il balsamo.
Questo piatto é un vero comfort food,ideale per coccolarsi un pò

Antonietta ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Federica ha detto...

I grandi pensano sempre che i bambini non possano capire ma in realtà a non capire spessso sono loro.
Il tuo piatto rapisce in tutti i sensi. Sembra davvero un piccolo quadro ed è uno dei pochi ragù per cui farei follie. Mi piace la tua abbondanza di vongole, non mi sento più così folle quando ci vado giù pesante :D! Un bacione, buon fine settimana

sabina ha detto...

ciao carissima, i tuoi post mi fanno sempre tanto riflettere e ti ringrazio.
Spesso penso che se mai diventerò vecchia di storie da raccontare ne avrei veramente tante, da quelle più tristi a quelle più allegre, purtroppo non so ancora a chi.
Il tuo piatto con le vongole mi fa impazzire.
un bacione

Dolcemeringa Ombretta ha detto...

quante storie e scoprirle o tenerle dentro molte volte e' doloroso...
i tuoi piatti sono sempre molto originali e buoni e qui mi ci butterei subito!!!
ungrande abbraccio e grazi per i tuoi post

edvige ha detto...

Bel racconto e bella ricvetta buona domenica

lalexa ha detto...

un post da pelle d' oca Margot..quanti ricordi di una me piccolina che percepico gioie ma sopratutto dolori..il tuo piatto è davvero gustosissimo!bacione

Emily ha detto...

Eccomi Margot, tanti complimenti per il piatto di pasta molto originale e molto sfizioso!!!...Ne ho le storie vissute, tante raccontate e poche nascoste nel più profondo della anima...non ho coraggio di affrontare le streghe che ogni tanto tornano ...

Saretta ha detto...

Ciao Margot, ricambio la visita nel tuo delizioso spazio.Mi piace molto come scrivi, ed anche come cucini.buona giornata!Sara

Le Temps des Cerises ha detto...

Quando ero piccola mi piaceva da morire stare in mezzo ai grandi ad ascoltare i loro discorsi, le loro storie, me ne stavo in silenzio ad ascoltare per ore. E quelle storie, quei racconti di famiglia mi sono rmasti dentro. P.s. fantastico il tuo ragù, di quelli che piacciono a me!
Camy

sississima ha detto...

di farro?? Da provare sicuramente!! Un abbraccio SILVIA

sississima ha detto...

di farro?? Da provare sicuramente!! Un abbraccio SILVIA

BoccadiRiSo ha detto...

Ora leggo il tuo ultimo post e mi accorgo che spesso le nostre vite percorrono sentieri simili nello stesso identico momento. Più che una coincidenza penso sia una magia. Qualcosa che lega due persone anche se lontanissime e sconosciute, qualcosa senza un senso, un perché. Semplicemente così. Sorprendente.
Un caro saluto a te che vaghi in avanti e a ritroso nei sentieri della vita. *

Lucia ha detto...

Che dire? Scrivi bene, talmente bene che ne sono rimasta colpita. Ognuno di noi ha un talento ed il tuo è sicuramente questo: emozionare con le parole. Brava :-)

Aria ha detto...

verissimo quello che dici, anzi scrivi. sacava dentro, come faccio sempre io con me stessa. io le mie storie le faccio vivere, dopo aver costruito loro una casa e confezionato per loro una coperta. ma soffro per alcune storie ostinatamente taciute, anche se forse c'è sempre un perchè.

Scamorza Bianca ha detto...

Piatto strepitoso che apprezzo in particolar modo per l'uso di verdure di stagione, davvero brava!

Scamorza Bianca ha detto...

Piatto strepitoso che apprezzo in particolar modo per l'uso di verdure di stagione, davvero brava!

Chiara c. ha detto...

leggerti è sempre una indescrivibile magia!!!

Cristina D. ha detto...

I libri della Estes li ho sottolineati, letti, meditati, riletti, discussi: son diventati parti del mio dna. Sono molto contenta di essere capitata qui e, cara Margot, mi hai tra i tuoi lettori perchè le introduzioni ai tuoi post sono molto ma molto arricchenti

sandra indovinachivieneacena ha detto...

bellissima la ricetta, bellissimo il pensiero, anch'io sono una donna che corre coi lupi....
divento tua followers per scelta, perchè quando si trova un blog cos' non si puo' fare a meno di seguirlo... cibo si, ma per la mente
piacere di conoscerti
Sandra

Francesca P. ha detto...

Ho preso le vongole per stasera, che bella idea mi hai dato! :-)

Quanto alle storie, è bello ricordarle, viverle, inventarle, plasmarle, ascoltarle...
Mi piace leggerti!