venerdì 10 maggio 2013

Guazzetto di riflessioni extemporanee sulle consolazioni della vita

Milano, mezzogiorno di qualche settimana fa.  Mentre tutta la città  è invasa dalla frenesia per una settimana di manifestazioni sfiancanti e invadenti, mi aggiro tra le vie ancora poco affollate sentendomi  molto, molto lontana dal torpore della provincia in cui vivo, fino a che non incappo in  un posto quasi vuoto di gente, ma pieno di oggetti per me irresistibili. Libri.
Una piccola libreria, un'oasi di pace al riparo dal brutto tempo, profumata di carta e costellata di piccoli volumi ed altri balocchi nati da qualcuno che sa ancora giocare, che non vuole smettere di perdersi in quell'infinito universo che è la fantasia.

Come se sentissi una vocina mormorare il mio nome, entro senza opporre resistenza nello spazio spartano e quasi bianco, quasi irreale e sospeso, incurante della prossima inevitabilità dei fatti di un pomeriggio affollato e convulso. Stanno ad aspettarmi mille tesori colorati, ben esposti, non ammassati fra loro ma con tutto lo spazio cui ogni libro dovrebbe avere diritto. Perchè un libro deve poter galleggiare nella sua dimensione, piccola o grande ma sempre elastica, per potersi restringere o allargare a seconda dello sguardo che incontra. Deve poter fare bella vista di sé e della sua copertina, diffondere come meglio crede il proprio particolare incantesimo di parole, disegni,  mistero.
In un posto così, riesci ad avere la certezza che i bambini possono diventare grandi, e che i grandi possono sempre tornare bambini.
Scopro che è nato con un progetto a termine. Un posto che avrebbe dovuto chiudere dopo un certo periodo e che invece è ancora lì.

Allora io penso che se una cosa bella come questa è nata per non durare a lungo ma ancora esiste, allora c'è speranza per i piccoli, i diversi, gli insoliti che perseverano in barba alla fagocitosi di un mercato sempre più piatto e impersonale. Oggi questo luogo è  una libreria extemporanea. Mentre scelgo tra tutti il  piccolo tesoro da fare mio e portar via, penso  ai librai d'Italia, quelli veri e appassionati, di cui ultimamente mi capita di leggere lo sconforto tra le righe dei loro bei blog. Penso anche a chi ha il coraggio di pubblicare le storie perchè sono uniche e interessanti, non per seguire logiche commerciali miopi o incuranti della qualità.

Ma si sa, in tempi di crisi almeno qui da noi la cultura è la prima ad essere sacrificata. Come se fosse meno importante di un qualsiasi altro bene fondamentale. Come se si potesse vivere anche senza. 
Così oggi, mentre tengo fra le mani quel libricino perfetto di cui un'altra volta vi parlerò, oggi potrei gridare a chiunque che no, non è vero. Che la poesia è una ricchezza, non una perdita di tempo. Che la filosofia è nutrimento, non una materia di studio da propinare a scuola. Che la conoscenza si nasconde ovunque, tra le pieghe più inaspettate o dimenticate della vita e può generarsi ovunque, in ogni scampolo di differenza, curiosità e confronto per diventare anch'essa extemporanea.

E che in tempi tristi come i nostri,  questa davvero è una grande consolazione.



Scottata di spada in guazzetto di verdure 
L'intingolo che vi propongo è per me ormai un must,  lo  utilizzo spesso sui tranci di pesce, ma è buonissimo anche con il formaggio alla griglia e, volendo, anche sulla pasta. Il segreto sta tutto nella cottura differenziata degli ingredienti.


Cosa serve per due
2 tranci di pesce spada fresco
2 manciate di pomodori datterini
5-6 cipolline borrettane
1 manciata di capperi di Pantelleria sotto sale
Olio extravergine d.o.p. Io ne ho usato uno siciliano
Poco vino per sfumare


Per preparare questo guazzetto occorre innanzitutto pulire le cipolline e tagliarle grossolanamente. Farle scaldare nell'olio d'oliva molto lentamente, in modo che si stufino. E' molto importante che non soffriggano vistosamente, in tal modo la cottura accenta la dolcezza già caratteristica di questo tipo di cipolla. Per accentuare il gusto del guazzetto i pomodorini vanno lavati, asciugati e tagliati a metà, dopodichè vanno fatti asciugare al grill sulla leccarda per cinque minuti o anche meno. Evaporando l'acqua l'intensità del pomodoro sarà eccezionale. Dissalare i capperi e tamponarli bene, tritarli grossolanamente e aggiungerli alle cipolle una volta che queste sono abbastanza morbide. Mescolare e, a fuoco spento ma con la padella ancora calda, aggiungere i pomodorini, insieme ad un'altra bella spruzzata di olio, che senza la cottura ma restando solo tiepido, sprigionerà tutto il suo aroma sulle verdure. Il guazzetto è pronto. Tenere in caldo e scottare velocemente i tranci di spada in una padella antiaderente cosicché serva pochissimo olio. Una volta pronti, senza cuocerli troppo per non renderli stopposi, impiattare versando sui tranci un abbondante porzione di guazzetto. I capperi dovrebbero regalare la giusta sapidità a tutto il piatto senza dover aggiungere altro sale.

14 commenti:

Stefania Quarta ha detto...

interessante... il guazzetto è tipico di Vasto. Brava però! ;)

Cristina D. ha detto...

Cara Margot, lo sai vero che mi piace sempre leggerti ! Anch'io adoro i libri, la carta stampata e le lettere scritte a mano. Mi vengono i brividi al pensiero che un domani i libri possano essere sostituiti dall'elettronica. Sai che oggi è la commemorazione del rogo del 10.05.43 nella piazza dell'Operà di Berlino, rogo nel quale sono stati bruciati libri "proibiti e censurati". In quella piazza c'è un vetro che da nel sottoterra: ci sono scaffali vuoti ! Da pelle d'oca.
Molto gustoso il tuo guazzetto. Mi sa che io che son un po' pigra lo farò senza rosticciare i pomodori. Lo so che il risultato sarà diverso...

Francesca P. ha detto...

Hai scritto delle riflessioni interessanti e costruttive. La cultura difende e protegge da tutto quello che non funziona in questo paese (che è tanto...). Purtroppo però molti non lo capiscono. Nel mio settore, il cinema, ci sono battaglie e richieste continue... che restano spesso inascoltate. Librerie, cineclub e gallerie d'arte sono posti da preservare. Che ci accolgono, ormai un rifugio.
Detto ciò, l'amarezza si stempera guardando la tua delicata ricetta... :-)

Dolcemeringa Ombretta ha detto...

I libri sono tra le cose che piu' adoro e non rinuncerei mai alla lettura!!!! e' cultura, fantasia, arricchimento, svago... cosa c'e' di meglio che leggere, perdersi nelle pagine, il rpofumo della carta... e' vero in questi tempi di crisi e' la cultura ad essere sacrificata ma sta a noi tenere sempre presente quanto importante sia e fare qualcosa anche se piccolo, ma ogni questo ne produce un altro..
il guazzetto e' divino con i pomodorini e le cipolle:)))
ti abbraccio forte

incasadisilvia ha detto...

Questo guazzetto... mi piace molto!
un caro saluto...
Silvia

edvige ha detto...

Grazie per la condivisione di attimi importanti e per la ricetta. Da me a Trieste chiude una delle più vecchi elibrerie e se nessuno si fa avanti 500 mila libri sono destinati al macero e nel contempo ne apre una nuova Ubik che appartiene ad una catena ed io mi domando...una chiude per non riesce andare avanti e quella nuova....il numero dei triestini lettori sono sempre quelli mica perchè è Ubik correranno a frotte... boh! e ancora boh! buona domenica.

celeste ha detto...

Non avrei saputo dedicare parole migliori per celebrare la lettura, la meraviglia della carta stampata, il mondo che ogni libro raccoglie in sè e che regala sensazioni uniche e arricchimento a chi ha la capacità di saperle apprezzare. Un elogio meraviglioso, che dovrebbero leggere tutti! Condivido ogni parola, sai quanto amo leggere. E la tua ricetta non è da meno di ogni cosa che fai! Un abbraccio meravigliosa M!

Marta Bianchin ha detto...

Che meraviglia le piccole llibrerie, anche per me sono posti incantati. Ora non vedo l'ora che sia domani per fiondarmi in quella che c'è sotto casa ;-)
(prima di provare a inoltrarmi al salone del libro ... anche se non credo che sarà un esperienza troppo mistica... ;-) )

Buona domenica!
a presto
ma.

Luisa Piva ha detto...

sono sempre stata attratta dai libri.. catturata, con fasi alternanti di gusti e preferenze, ma sempre dipendente ..
che meraviglia.. così come le lettere, lo scrivere.. penna su carta..
le tue riflessioni le condivido appieno
buonissimo il guazzetto così
baci

e il basilico ha detto...

Mi sembra una ricetta molto sana e gustosa, perfetta per la primavera. Mi hai dato una buon'idea per il pranzo. Buona giornata, a presto

sandra indovinachivieneacena ha detto...

Margot, in che mondo di stolti viviamo. quelli che pensano che la cultura non serva a niente e continuano a comprare per avere come fosse l'unica cosa importante.
mio figlio quest'anno darà l'esame di maturità e l'altro giorno, rispondendo alla mia solita domanda: ma tu che farai da grande?, fatta con velata ironia mi dice che vorrebbe fare lettere e filosofia e che vorrebbe provare a fare l'esame di ammissione alla Normale di Pisa.... mi sono venute le lacrime agli occhi. allora abbiamo seminato bene, ho pensato, i semini piantati in tutti questi anni germogliano....
qualcuno mi dirà che lettere e filosifia non gli farà trovare un lavoro. ma i sogni non li vuole più nessuno? siamo rimasti in pochi, diversi, emarginati e soli come dici tu.
grazie per avermi fatto fare queste riflessioni.
comunque il guazzetto lo copio di sicuro.
un abbraccio affettuoso
Sandra

sandra indovinachivieneacena ha detto...

devo ringraziarti ancora e questa volta per aver voluto far vincere la storia e la ricetta del mio pane brutto nel contest Storie intorno a un tavolo.... grazie di cuore, una buona notizia rinfranca la giornata!
baci
Sandra

Stefania Zecca ha detto...

ciao cara Margot, leggerti è sempre bello, un vero toccasana per la mente. Non potrei vivere senza leggere e se fossi ricca sicuramente al posto delle pareti avrei dei muri fatti di libri. Grazie a persone come te si possono mantenere vivi i sogni. un bacio
stefi

Flora ha detto...

Leggere è sempre un piacere e un ottimo antistress, non rinuncerei mai alla lettura di un buon libro...
Grazie per la tua ricetta così gustosa del pesce spada in guazzetto!!!
Buon fine settimana