Da quando mi sono trasferita in questo piccolo borgo abbracciato al grande fiume, sto riassaporando la quotidianità di una dimensione agreste che mi ha accompagnato nella mia infanzia. Alcune persone che conosco non condividono la scelta, trovando inconcepibile allontanarsi dal "centro", anche se in effetti stiamo parlando di un quarto d'ora di macchina.
Qui, è vero, i ritmi risentono della quantità di orizzonte che puoi scorgere dalle finestre, della vividezza dei colori che inonda gli occhi. Della forza del vento che, quando spira potente e non incontra nessun ostacolo, suscita un certo timore reverenziale, non fosse altro che per le piantate di alberi lungo i bordi delle strade.
Bisogna aggiungere che la mia zona d'inverno somiglia un bel po' a quei paesaggi inglesi brumosi, dove i campi pettinati e lisci si alternano a macchie incolte e piccoli stagni apparentemente abbandonati, con grumi di case affastellate lungo stradine strette non fatte per le macchine ma per le biciclette e i cavalli, che disegnano curve a gomito non proprio simpatiche nelle serate di foschia intensa.
Specie d'inverno, questa dimensione bisogna imparare a viverla. I servizi non sono esattamente quelli di città e a volte il peso della nebbia è davvero esasperante. Ma poi ci sono cose che ti ripagano di tutto, come il silenzio interrotto solo da qualche suono naturale, come un giorno luminoso in cui uscendo per fare due passi puoi trovare davanti all'uscio una cassetta di verdura che ti ha lasciato il vicino.
Oppure, mentre passeggi col cane, puoi sentirti chiamare dalla signora di cui non sai il nome, che ti chiede se vuoi portarti a casa dei cachi. E ti fa entrare, te li stacca dall'albero, ti riempie una busta, ti suggerisce come conservarli.
E tu ti ritrovi a pensare che stare in campagna è un po' come mangiare quel frutto. Ti dimentichi di quanto sia speciale, fino a quando non ne riassapori il gusto.
Mousse di cachi al prosecco con ganache di fondente e nocciole
3-4 cachi maturi
mezzo bicchiere di prosecco di buona qualità
un pizzico di peperoncino
3 fogli di colla di pesce
100 gr. di cioccolato fondente al 70%
3-4 cucchiai di panna fresca
nocciole piemontesi tostate
Frullare la polpa dei frutti con il peperoncino e il prosecco. Ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda, strizzare e far sciogliere a fuoco dolce. Aggiungere al composto frullato e versare nei bicchierini fino a 3/4 della loro capienza. Far raffreddare in frigorifero per un paio d'ore. Per la ganache che io ho voluto piuttosto consistente, fondere il cioccolato a bagnomaria e aggiungere la panna bollente (se la volete più morbida aggiungete più panna). A piacere, si può unire una granella di nocciole tritate, oppure lasciarla liscia, come ho fatto io. Prima che si rapprenda, versare la ganache nei bicchierini, non riempliendoli eccessivamente e ultimare con una guarnizione di nocciole intere. Rimettere in frigorifero per un ulteriore raffreddamento. Ottima anche il giorno dopo.







