martedì 29 maggio 2012

Quella vita e questa

Proprio stamattina mi ero ripromessa di mettere il coperchio alla scatola dei brutti momenti, delle angosce e delle lunghe notti passate in bianco, delle macerie davanti alle chiese e dei visi sconvolti dei vecchi.
Che non fosse possibile tornare presto alla normalità l'avevo messo in conto. Ma questa sfiancante attesa della prossima scossa, questo continuo allarme, giustificato, questo senso d'oppressione al petto che non mi abbandona, mi sbatte in faccia la verità: questa è una ferita che avrà bisogno di molte, molte cure.
In un lampo quella vita un po' banale fatta di piccoli problemi che prima sembravano insormontabili mi pare lontana e desiderabile. I minimi inutili drammi quotidiani, un battibecco con la collega che rovina il pomeriggio, il brufolo sul mento che ti sconvolge i piani della serata. Come vorrei vivere ora quella beata distorsione di priorità esistenziali!
La realtà è che la natura dell'uomo è sempre più esigente e al tempo stesso così profondamente ingorda di stimoli, che spesso deve arrivare qualcosa di tremendo per farci apprezzare quello che abbiamo. Perciò io qui, ora, con tutta la lucidità di cui dispongo, faccio una promessa a me stessa, con voi tutti testimoni. Se e quando potrò  mettere finalmente il coperchio a questa scatola, cercherò davvero di apprezzare la tranquillità della vita che scorre lenta, io che spesso sono come un impaziente fiume in piena. 
Vi abbraccio forte, scusatemi se non riesco a passare da voi per un saluto e un commento. Il mio spirito vorrebbe tornare tra i fornelli, ma il mio cuore è tra le pietre della mia terra.

La foto che pubblico, dal titolo dei passi della terra è di un'artista che vive e lavora a Ferrara, Beatrice Pavasini, di cui apprezzo molto il lavoro che potete vedere qui




10 commenti:

Tiziana ha detto...

ciao, posso solo immaginare il terrore che si vive, io son di ravenna e oggi l'abbiamo sentito forte due volte, ho grandi amiche a cavezzo e medolla e sentirle urlare mentre siamo al telefono per l'ennesima scossa mi ha gelato il sangue, l'impotenza che ci pervade è devastante, rimane solo la speranza che passi e non peggiori!!!

Dolcemeringa Ombretta ha detto...

Ti ho pensato tanto... io ho tutti i miei parenti li e so che cosa state passando... la normalita' e' lontana ma tanto desiderata! Vorrei che questa terra ci desse un po' di tregua... un abbraccio

Federica ha detto...

E' proprio vero che si apprezza quello che si ha nel momento in cui si rischia di perderlo. Quando è "normalità" non ci si presta neanche attenzione. Un abbraccio forte, spero che passi tutto prima possibile e che quella scatola si chiuda!

Barbara ha detto...

un caro abbraccio.

sabina ha detto...

oh tesoro, quanto mi dispiace, ho parecchi parenti a ferrara
ti penso e ti abbraccio forte nella speranza che tu possa presto mettere quel coperchio sulla scatola

celeste ha detto...

Solo una parola: ridimensionamento.

Quella foto è di un impatto eclatante.
Forza.

Lenia ha detto...

Hai ragione,carina!Non bobbiamo fare altro che apprezzare tutto cio che abbiamo,apprezzare ogni minuto,ogni momento...
un bacio forte!

Le Temps des Cerises ha detto...

Tesoro, ti abbraccio tantissimo! posso solo dirti che ti capisco e tornare alla normalità non è affatto facile, ma necessario.
Camy

Nel cuore dei sapori ha detto...

Purtroppo è proprio quando ci crolla il mondo addosso che ci rendiamo conto che quello di cui ci lamentavamo prima...in fondo... non era il peggio come si credeva. Ti abbraccio forte, anche io spero di poter presto chiudere una scatola piena di eventi tristi e dolorosi.

Barbara ha detto...

come va?