giovedì 10 ottobre 2013

I sussurri dell'autunno.

Come spiegare? Quella tregua sottile che mi ha distolto da qui, quel morbido e incessante fluttuare di emozioni dormicchianti della mia anima alleggerita. E un andirivieni di pensieri tra un dovrei  e un c’è tempo.

Intanto la vita, cangiante sfumatura in movimento. Come il cielo che corre veloce contro la terra pigra, con quei suoi colori che amo così tanto: i rossi e i bruciati, i sabbia e i marroni, i grigio-azzurri, i neri-blu. Una sconfinata mescolanza di toni, ciascuno mai uguale ad un altro, in un altro giorno, in un altro istante.

E’ un tempo che già mormora di giornate brumose, di tazze fumanti e soffici torte, di stivali di gomma colorati e morbidi calzettoni di lana dai colori assortiti. E’ tempo di cartocci di caldarroste all’angolo della via vecchia. Di un nuovo cappotto antipioggia per Princess P., di un corso di Yoga da gustare come un dono che faccio a me stessa. Perché è un periodo difficile, ma lo sto affrontando bene.

Mentre mi vesto di strati di lana e saluto l’autunno, la pioggia sfarfalla contro il vetro appannato delle mia finestra e dentro sento una canzone giovane. Ed è strano, perché io l’autunno non l’associo alla giovinezza, ma alla maturità, al raccoglimento. A quella parte della vita in cui puoi sedere composta e attendi paziente che ti venga permesso di entrare. 

Quello che sento è un canto profondo, che rimbalza nel petto e quasi mi verrebbe da dargli voce, se non fosse che mi trovo nei posti meno opportuni. Prende forza piano piano, spinge in gola, esce dagli occhi, fa un giro su se stesso e mi si deposita in testa. 

E' un canto insolito e impetuoso, come un vento che porta cambiamenti. E io mi ritrovo a voler andare fuori, anche se piove, a respirare l’aria umida della sera di un giovedì qualunque del mio nuovo tempo. 

A raccogliere dalle fronde degli alberi i sussurri dolci dell’autunno.


Pere al forno con provola dolce e prosciutto cotto
 

Cosa serve per due:
2 pere abate di dimensioni piuttosto grandi e mediamente mature
6-8 fette di provola dolce dello spessore di mezzo cm l'una
6-8 fette di prosciutto cotto naturale o alla brace, tagliato a coltello e abbastanza spesse.
Pepe nero in grani da macinare al momento

Ricetta estremamente semplice ma di grande effetto, tutta giocata sulla qualità degli ingredienti e sul gioco dei contrasti di sapori. Portare il forno ad una temperatura di circa 170 gradi, lavare le pere ed asciugarle bene, sezionarle orizzontalmente e comporre gli strati alternando prosciutto e provola. Sulle fette di provola macinare un po' di pepe.  Fissare la composizione con uno spiedo di legno che poi si toglierà al momento di servire. Infornare e lasciare andare fino a che la pera non sarà morbida ma non sfatta,  la provola comincerà a fondersi e il prosciutto cotto a fare la crosticina. 
N.B. E' un piatto anche divertente, e realizzabile pure in una versione finger food, (già sperimentata) mantenendo la composizione a strati e la cottura al forno, ma ricavando dei quadrotti più piccoli dei tre ingredienti da fissare con uno stecchino che ovviamente servirà come supporto.

10 commenti:

Alice - Operazione fritto misto ha detto...

Margot, sai che mi sono trovata in molte delle tue parole? Ahimè, soprattutto nel "dovrei/c'è tempo" :)

Ecco, queste pere sono in tutto e per tutto un comfort food! Le amo con il formaggio, ma mai avrei pensato di farle così. Squisite! Peccato che non possa mangiarle per il colesterolo alto...ma di sicuro le faccio per gli altri (e un pezzettino lo assaggio!)

Buon fine settimana (e buon soggiorno a Torino!)

Alice

Chiara c. ha detto...

...respirare l'aria umida della sera, il nuovo tempo...raccoglier dalla fronde dolci sussurri d'autunno...ogni volta che ti leggo la mia anima si ritrova, si rasserena, torna a respirare...nn smetterei mai di leggere e rileggere i tuoi racconti che danno forma, colori, sostanza a pensieri, sensazioni, stati d'animo...grazie di cuore!!!!

Laura ha detto...

Ciao Chiara, che meraviglia anche qua da te...brava brava brava!

sabina ha detto...

qualsiasi cosa descritta da te è pura poesia, non amo particolarmente l'autunno, sarà forse perchè vivo in un posto dove l'inverno non finisce mai.....strano perchè sono nata proprio in ottobre.
Anche per me non è uno dei periodi migliori e quindi ti sono molto vicina nella speranza che presto torni la serenità.
Queste pere preparate così mi sembrano davvero deliziosa
un bacione e buon fine settimana
sabina

sandra liccioli ha detto...

Margot, cara, non so mai se sono più leggere e intime le tue parole o le tue fotografie. queste pere autunnali sono bellissime come bellissima si intravede la tua anima mischiata alle parole, alle ricette, alle fotografie.
un abbraccio con il cuore.
Sandra

Laura ha detto...

scusa Margot...Il nome Chiara ieri mi ha rimandato al tuo blog, scusa ancora. ;)

Francesca P. ha detto...

Posso dire che le tue parole mancavano? Me ne sono accorta appena sono tornata qui e ti ho riletto... ho ritrovato piacere e sintonia, quel canto arriva fino a qui... e un sacchetto di castagne è di là in cucina, mentre i calzettoni sono pronti nel secondo cassetto dell'armadio... :-)
Quest'anno l'autunno non mi sorprenderà. Sarò io a sorprendere lui. Con un atteggiamento diverso, più positivo. Più... colorato, ancora di più. C'è (voluto) tempo per capirlo ma... ora ci sono.

Stefania Zecca ha detto...

Cara Margot, questo forse è il primo autunno che affronto positivamente. Pensavo come te che fosse la stagione della riflessione, della maturità. Invece ci sono anche sussulti di creatività che si fanno largo tra una foglia ingiallita e l'erba ricoperta di rugiada. Che bello rileggerti! Un abbraccio

Pippi ha detto...

ma che bella icetta..davvero adatta a questo periodo..confort food di sicuro!!

Le Temps des Cerises ha detto...

Cara Margot, ti leggo in questa giornata grigia e stanca e tutto assume un colore più caldo e confortevole. Anche io sto imparando, negli anni, ad apprezzare l'autunno, quando le giornate diventano più corte e ci si stringe vicini vicini davanti ad una tazza di tisana fumante. Grazie come sempre per le tue parole.
Camy