mercoledì 20 marzo 2013

Boccone settimanale di precaria felicità

Mentre torno dal lavoro, in sottofondo John Legend che canta Who did that to you, apprendo alla radio che oggi è la giornata mondiale della felicità. Sotto una pioggia battente, mi perdo in riflessioni su questa dichiarazione d’intenti e sul fatto che si ritenga necessario fissare addirittura un giorno da dedicare alla felicità. Come se poi qualcuno potesse decidere di esserlo proprio oggi. Ma vabbè, apprezzo lo sforzo. Anche se il diavoletto polemico  che dimora dentro di me sobbalza  quando sente che il mondo pare sia diventato 0,14 volte più felice,  e mentre cerco di sedarlo imponendomi di essere ottimista e accomodante,  non riesco a non domandarmi rispetto a quando? Rispetto a chi?

Come essere umano, conscia di vivere in una delle società cosiddette evolute, senza dubbio mi rendo conto che ci sono realtà che definire peggiori sarebbe un insulto alla condizione di vita dei miei simili, perché si parla naturalmente di sopravvivenza. Come donna occidentale, dotata di un’istruzione definita medio alta, attualmente occupata, convivente e senza figli, ho ben presente di trovarmi in una posizione che si può considerare positiva  e privilegiata, e mi sforzo di pensare che infondo anche il pensiero di essere felici può per induzione aiutare ad essere ben disposti  e fiduciosi. Già, ma felici? Avendo sempre avuto grossi problemi a definire a parole questo ambitissimo status comunque precario, provo ad interrogarmi sulle sensazioni che mi attraversano oggi, ed in questo periodo in generale.  E quello che mi viene  da  pensare, così su due piedi, è disorientamento.   

Il mio diavoletto gongola, soddisfatto di avermi fatto perdere il buonumore in un tragitto così breve. E il testo della canzone di certo non aiuta.  Così, sulla mia piccola auto acciaccata, rimugino sul fatto che vorrei tanto conoscere quei signori che hanno decretato un miglioramento dello stato di felicità addirittura del mondo intero, per chiedere come hanno fatto a sancirlo, io che per capire se sono felice anche solo per un attimo al giorno devo concentrarmi con tutta me stessa, tuffarmi ad un livello profondo della mia coscienza (im)matura, cercare il particolare, il dettaglio semplice che fa la differenza tra una giornata girata male in cui ti senti una qualunque parte inutile dell’ingranaggio capitalista, e un giorno perfetto, di quelli che non c’è nulla da spostare, da fare o da dire perché tutto va come deve e sai che alla sera, come per magia, si depositerà su di te una sottile  e luminosa polvere di soddisfazione. Ma sono arrivata quasi a casa, dopo una giornata di devastante delirio lavorativo, ormai è tardi per proseguire con estemporanee meditazioni crepuscolari.

In fondo domani è primavera, l’auto non mi ha lasciato a piedi, a cena so che il mio uomo cucinerà per me e mi aspetta un fine settimana romantico. Sento il buonumore tornare mentre varco la soglia. Appena in tempo.

E quindi, qualunque cosa sia, da dovunque possa provenire ed in qualsiasi forma si presenti, vi auguro un bel boccone di felicità. Da gustare fino in fondo, alla faccia dei diavoletti più saccenti e contestatori!


Cous Cous di pesce al profumo di agrumi

Questo cous cous è particolare per il brodo alla cannella e l'utilizzo degli agrumi che danno un particolare profumo al piatto. I crostacei fanno il resto. Davvero una delizia. Ovviamente le verdure possono essere anche altre, suggerisco di usare comunque quelle di stagione per dare maggiore sapore al tutto.


Cosa serve per due: 
150 grammi circa di cous cous 
200 grammi di mazzancolle fresche del mediterraneo
6 -8 scampi freschi
un pezzetto di cannella di 2-3 centimetri
1 arancio
zest di un limone non trattato
brodo vegetale
3 manciate di spinaci freschi
una noce di burro
Olio di oliva extravergine
2 spicchi di aglio schiacciati in camicia

Fare sobbollire la cannella col brodo vegetale per almeno 10 minuti. Nel frattempo si possono stufare gli spinaci mettendoli direttamente in una padella con una noce di burro dopo averli lavati e puliti, e lasciandoli appassire dolcemente, salando appena. Sgusciare e pulire le mazzancolle, lessarle velocemente in acqua bollente per un paio di minuti, scolare e condire con due cucchiai di olio, lo zest del limone e un pizzico di sale. Lavare gli scampi e aprirli sul dorso, asciugarli bene e metterli a rosolare in una padella con un filo d'olio e l'aglio. Coprire e far andare a fuoco medio, irrorando con un po' di brodo ogni tanto, per circa dieci minuti, poi togliere l'aglio e spremere mezzo arancio, girando bene. Spegnere il fuoco e lasciare riposare. Nel frattempo fare rinvenire il cous cous: massaggiarlo con due cucchiai di olio in una padella piuttosto larga, cominciare ad aggiungere brodo bollente e poi tenere coperto, a fuoco spento, fino a completo assorbimento. Ripetere l'operazione fino a che il cous cous si è ben gonfiato, a questo punto accendere la fiamma e far asciugare ultimando la cottura per 2-3 minuti dopo aver aggiunto il succo dell'altra metà dell'arancia. Quando il cous cous è cotto ma ben sgranato è pronto. Unire ai gamberetti con il loro sugo, agli spinaci e mescolare bene. Per ultimi  gli scampi a guarnire il piatto che andrà presentato in tavola con la sua teglia.


18 commenti:

la sissa ha detto...

Cara amica, no, non è male ciò che ti aspettava questa sera rientrando a casa! ci sono così tante situazioni tristi, che la normalità è un premio, specie se si ha la consapevolezza di apprezzarla. E il tuo week end romantico, in che cosa consisterà??? Che piatto sfizioso............
Un abbraccio e a presto,
Sissa

Federica ha detto...

Io l'ho scoperto stasera fa un sottotitolo del TG mentre in onda andava un servizio con scene di "guerra" o giù di lì! E mi è sembrata una presa in giro!
Quel diavoletto sempre in agguato, pronto a minacciare e sconvolgere qualunque accenno di buonumore penso di conoscerlo bene. E forse è per questo che mi spaventa pronunciare la parola "felicità" come se appena uscita dalla bocca tornasse ad essere un sogno inarrivabile.
Oggi è stata una giornata stranamente "tranquilla" in cui quel diavoletto se n'è rimasto sonnacchioso per i fatti suoi. E va già bene così :)
Adoro il cuos cous e amo il pesce. Con questo connubio di agrumi e soprattutto col brodo alla cannella mi hai stesa!!! Ecco qualcosa che dà la felicità :) Un abbraccio, buona serata

Aria ha detto...

Quindi non sei nemmeno l'unica cuoca della famiglia!!!! ahhaahaha, tralascio i commenti sulla giornata della felicità, mia nonna si è rotta il femore, è ricoverata in una lungodegenza e ogni volta ch vado mi interrogo...su tante cose....che è meglio non scriva. piuttosto, auguro a voi due di tenere in tasca ben stretta sempre, la vostra speciale felicità....

sabina ha detto...

ciao carissima, era da un po' che non passavo e ora ne ho ritrovato un grande piacere, come dici tu la felicità non è a comando e infatti dopo aver passato un periodo un po' così non mi andava nemmeno tanto di scrivere in giro, postavo ricette e basta ma giusto perchè le avevo già pronte.
Sta tutto nella nostra testa il voler vedere a tutti i costi la felicità in ogni piccola cosa, spesso ci riusciamo, ma il più delle volte no, è umano.
la felicità e il malumore sono contagiosi ed è per questo che si tende ad allontanarsi da chi non passa un momento felice.....è assurdo ma è proprio così
Il tuo cous cous con il pesce comunque riuscirebbero in qualsiasi momento a rendermi felice
un bacione

sandra indovinachivieneacena ha detto...

sarò banale, sarò solitamente normale ma io trovo la felicità nelle piccole cose che ancora riesco a vedere. e mi stupisco di quanto riesco ancora a commuovermi davanti ai fiori del ciliegio del mio giardino... forse pretendiamo troppo da una parola. in quando ai signori che dichiarano le giornate mondiali della felicità, della pace, della guerra, della spese al supermercato... saranno un po' inflazionati e piuttosto inutili? presuntuosi a dir poco..
è bellissimo passare da te
Sandra

Francesca P. ha detto...

Secondo me il diavoletto si addolcisce se assaggia questo piatto... :D

Sandra dolce forno ha detto...

Mi piacerebbe, come a tutti credo, avere una ricetta per la felicità. Se la felicità fosse una scelta? E se invece fosse un dono?
Ad essere sincera, mi pare meglio avere un animo leggero, sentire di far parte di un tutto, magari la felicità è questo , và a sapere...
Bello, un compagno che cucina per te!

celeste ha detto...

Vedi che poi, in fondo, son le piccole cose a definire quella tanto decantata felicità? Perchè è ovvio che essere felici non significa niente, non è uno stato perenne, non è una cosa che puoi conquistare e stop, devi lottare ogni giorno perchè almeno una cosa, piccolina o grande, ti renda quantomeno contento di aver aperto gli occhi e ti mandi a dormire con quella soddisfazione che ti fa dire: questa è la mia vita ed è bella. Nonostante tutto. Comunque ho scoperto che pensare di esserlo, rassicurarsi ogni momento dicendosi:"ma sì, in fondo va tutto bene!" aiuta tanto, almeno me. E per questo lo consiglio a tutti. Questo cous cous è un tripudio di gusto! Un abbraccioe buon fine settimana romantico :)

Dolcemeringa Ombretta ha detto...

Non lo sapevo di questa giornata sulla felicita'... pure una giornata.. e come faccio a decidere di essere felice in quel giorno?! l'ultima volta che ho detto che ero felice poi mi e' ripiombato il mondo addosso ma e' possibile vivere cosi'...
cous cous con il pesce mi porta un po' di sole in queste giornate grigie...

lalexa ha detto...

sei una megafiga Margot !si!inoltre la ricetta è splendida,così mediterranea!brava amica mia!bacione e buona serata:)

lucy ha detto...

bisogna davvero riconoscere la felicità nelle piccole cose...anche la condivisione di ricette così belle è felicita!

Carmine Volpe ha detto...

è una ricetta molto curiosa e proprio per questo che mi piace quel brodo alla cannella e quel profumo di agrumi è molto invitante

Scamorza Bianca ha detto...

Ma dai, la cannella nel brodo per il cous cous....questa si che mi piace come novità!... per quanto riguarda la giornata della felicità... tutte le cose che al momento mi verrebbero da dire, non si confanno al fatto che sono una signora... hihihihi!!!

Chiara c. ha detto...

ogni volta mi incanti e mi porti con te tra i tuoi pensieri, riflessioni, diavoletti :)
la felicità, in qst periodo mi sembra così lontana, così difficile da assaporare, così precaria, ho perso molte delle mie certezze e con esse la serenità, condizione x me indispensabile per arrivare ad essere felice...questi diavoletti ;)

Il Mestolo di Legno ha detto...

Odio il riso con il pesce, ma amo il cous cous con il pesce. E amo il cous cous con gli agrumi.
Bella idea!

Chiara Giglio ha detto...

a me un piatto così regala felicità, è bellissimo e irresistibile ! buona settimana!

Alice - Operazione fritto misto ha detto...

Arrivo per la prima volta sul tuo blog e trovo un post che mi ha coinvolta in ogni singola parola. E mi sono anche sentita un po' come la protagonista :)

Io sono una di quelle persone alla continua ricerca dell'eterna ed incondizionata Felicità; quella Felicità che tante volte mi sembra giri a braccetto con l'amica Fortuna.
Sono una di quelle che piagnucola per quella persona senza arte nè parte che con una botta di cu...fortuna ha trovato un lavoro, ed ora è felice perchè potrebbe andarsene di casa; mentre io rimango qui, con i miei, mia sorella, e tutti gli enormi problemi di salute che, a quanto pare, hanno deciso di tenere un congresso nella mia famiglia.
E poi sono la stessa persona che, in fondo, pensa di essere più fortunata dell'amica che ha la schiena a pezzi per le pulizie nei palazzi, o dell'amico che se continua con quell'arroganza rimarrà solo senza neppure accorgersene.

Non trovo una grande utilità nella giornata della felicità, che ci ricordi una volta all'anno che si deve essere felici.
Piuttosto dovrebbero insegnarci da quando nasciamo - i nostri, gli insegnati, la radio- ad apprezzare le piccole cose; non potrebbe suonare più banale, ma io riesco a sorridere quando vedo la mia cagnolina dormire mentre l'accarezzo, quando posso sfogliarmi una rivista sul divano, quando tieni la porta aperta all'entrata di un negozio, e chi sta per uscire, ti ringrazia sorridendo; o semplicemente quando il cielo si fa grigio, e aspetto il temporale leggendo con una tazza di tè in mano.

E' vero che c'è sempre chi sta peggio di noi, ma è inevitabile buttarsi giù e sentirsi poco felici. Ma sono convinta che se troviamo i nostri "dettagli" riusciamo ad essere sempre un po' meno tristi.
E direi che il dettaglio del cous cous dev'essere stato un ottimo particolare per farti sentire più felice :)
A presto...

Alice


Cristina D. ha detto...

Margot...scrivi più spesso che mi fa tanto piacere leggerti. La felicità ?
Mi sono ritrovata tanto nelle parole di Roberta del blog The dreaming seed.
Ti lascio il suo link
http://thedreamingseed.blogspot.it/2013/03/la-felicita-e-una-scelta-quotidiana-e-i.html